HENRY PIOGGIA DI SANGUE

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15 gennaio 2014 di cinemadegenere2014

HENRY PIOGGIA DI SANGUE
USA 1986

Regia: James McNaughton

Interpreti principali: Michael Rooker, Tom Towles, Tracy Arnold, David Katz.

Mi preme parlare di questo film per due motivi: il primo è che “Henry pioggia di sangue”, esordio alla regia di Mc Naughton, è un buon film, molto originale; per la prima volta, una pellicola viene concepita esclusivamente dal punto di vista dell’assassino. Non viene mostrata alcuna morale, non perché il regista ritenga che la morale non esista o che siano giustificabili le azioni messe in scena, ma, semplicemente, perché intende narrare la storia in modo diretto, documentaristico. Questo stile asciutto, privo di alcun riguardo nel mostrare la depravazione, fa si che il film, pur non contenendo immagini di estrema violenza, risulti disturbante e inquietante e, nella sua fredda chiarezza, instilli nello spettatore un tale disgusto per le azioni mostrate che difficilmente sarebbe stato possibile comunicare usando messaggi retorici o moralistici. Il secondo motivo per cui vi parlo di questa pellicola è il duro attacco di cui è stata bersaglio ad opera di Nanni Moretti in “Caro Diario”. Nel suo film il regista romano definisce il lavoro del collega americano come uno spettacolo ripugnante, che non merita di essere visto da nessuno. Nella scena Moretti costringe un critico cinematografico che aveva scritto un buon articolo sulla pellicola di McNaughton a fare una profonda autocritica. Inutile dirvi che ritengo che l’atteggiamento di Moretti sia, a mio modestissimo parere, una delle cause della stasi e dello stato catatonico in cui versa il cinema italiano. Se la critica cinematografica e chi lavora nel cinema continuano a non capire che per far vivere l’industria cinematografica di qualunque nazione bisogna aiutarla in tutte le sue forme, specie quelle che possono avere maggiori possibilità commerciali, senza preconcetti o moralismi, il tentativo di far rivivere la nostra cinematografia sarà una battaglia persa. E’ inutile pensare al cinema di genere come ad un figlio minore e un po’ ritardato; quello dei generi è un cinema vivo, interessante per una larga fascia di pubblico e che, come il cinema più “serio” può mettere in scena spettacoli di elevatissima qualità e dare voce a registi molto talentuosi. Bisogna inoltre pensare che molto spesso registi poi osannati dalla critica e dal pubblico hanno principiato  le proprie carriere proprio sguazzando nel mare magnum dei generi, Steven Spielberg e Francis Ford Coppola in testa.

Finito il mio solito sfogo vi parlo della vicenda: la pellicola narra le gesta di Henry, un ragazzone all’apparenza mite,Henry ma che in realtà è uno spietato serial killer. L’assassino si trasferisce a casa di Otis, un amico conosciuto in galera, dove vive anche la sorella di quest’ultimo; tra Henry e Becky nasce un’intesa. Una notte, mentre i due amici si appartano con due prostitute, Henry perde il controllo e le uccide. Otis, dopo un primo momento di disorientamento, viene affascinato dalla totale mancanza di morale di Henry e si unisce al compagno dando vita ad una lunga catena di delitti.

Henry, Otis e Becky

La storia del film è ispirata alle tristi gesta di Henry Lee Lucas, vero mostro americano.

 

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