L’INSAZIABILE

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28 gennaio 2014 di cinemadegenere2014

L’INSAZIABILE

Regia: Antonia Bird
Interpreti principali: Robert Carlyle, Guy Pearce, Jeffrey Jones.

Gustosa contaminazione tra western e horror che regala allo spettatore un punto di vista nuovo sulla tematica del cannibalismo. In questa pellicola della brava Anthonia Bird, l’assunzione di carne umana viene equiparata alla dipendenza da droga. Chi decide di cibarsene, pur non avendone bisogno per sopravvivere, non riesce più a farne a meno e si abbassa a commettere qualunque genere di nefandezza pur di riuscire a procurarsene. Nella pellicola, infatti, chi si nutre dei propri simili sviluppa una forza e una resistenza fuori dell’ordinario.

Guy Pearce nei panni di Johna Boyd

Guy Pearce nei panni di Johna Boyd

La vicenda si svolge in un isolato forte sperso su una aspra catena montuosa californiana. Qui è destinato un giovane ufficiale, Jhon Boyd (Guy Pearce), promosso al semplice fine di rimuoverlo dal suo precedente incarico. Durante una battaglia contro l’esercito Messicano Boyd era riuscito, da solo, a catturare tutto lo stato maggiore nemico. Tra i suoi superiori, però, si covavano dubbi circa la sua condotta in tale occasione. Arrivato ai suoi nuovi alloggi, il giovane si trova di fronte ad una situazione piuttosto particolare: il comandante del campo, il colonnello Hart, ha un’idea molto particolare della disciplina militare e anche gli altri soldati, a partire dal medico perennemente ubriaco, passando per il fantaccino maniaco religioso, si presentano in modo piuttosto bizzarro. Ad aumentare il tasso di anormalità ci pensa F.W. Colqhon (Robert Carlyle), un uomo sconvolto che raggiunge

F. W. Colqhon si riprende dall'assideramento.

F. W. Colqhon si riprende dall’assideramento.

il campo in stato di semi assideramento. I soldati lo soccorrono e, una volta rifocillato, il poveretto racconta di essere l’unico sopravvissuto di un gruppo di pionieri, rimasti bloccati per mesi in una grotta, a causa della neve. Secondo il racconto di Colqhon per sopravvivere si sarebbero cibati dei morti, arrivando ad uccidersi tra loro. Ad aver dato il via al barbaro banchetto sarebbe stata la guida alla quale Colqhon sarebbe sfuggito per aver salva la pelle, lasciando però nelle mani dell’aguzzino una donna. Sentito il racconto dell’uomo i militari partono alla volta della caverna per salvare la prigioniera. Arrivati sul posto si renderanno conto a proprie spese che il racconto del sopravvissuto non era del tutto fedele alla realtà. Non vado oltre nel raccontare la trama del film perché da questo momento in avanti si susseguono diversi colpi di scena ed aggiungere ulteriori dettagli rovinerebbe la visione.
Il film è diretto con piglio deciso dalla britannica Anthonia Bird, che mette in scena uno spettacolo sempre al limite tra il grottesco e il macabro. Molto efficace la scena che si svolge sulla soglia della grotta degli orrori, quando si dipana il mistero di Colqhon.
Merita un accenno la colonna sonora, composta da Michael Nyman e Damon Albard, che consiste in una serie di motivetti cacofonici e sgraziati che, se presi singolarmente risulterebbero estremamente fastidiosi e spiacevoli, ma che posti nel contesto della pellicola riescono a dare alla vicenda un contorno onirico e folle. Indimenticabile l’indiavolato pezzo country-western che incornicia un drammatico inseguimento. Sembra preso direttamente da una comica del cinema muto e la sua sonorità assolutamente contrastante con le immagini proposte conferisce un’aria trasognata alla scena.
Guy Pearce e Robert Carlyle giganteggiano sulla scena, ma anche gli altri interpreti danno ottime prove d’attore, specialmente Jeffrey Jones, nei panni del capitano Hart.Hart

Tutti I personaggi sono ben caratterizzati e anche se alcuni sulla carta potrebbero sembrare stereotipati, come il medico alcolizzato o il maniaco religioso, sono invece rappresentati con grande intensità e verosimiglianza. Merito degli interpreti e di una buona sceneggiatura.
Il film è un’amara considerazione sulla condizione umana e di come l’uomo, pur provando a salvarsi e ad elevarsi dalla sua condizione ferina, ricada sempre nelle pastoie della malvagità.
Buona visione.

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