LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO

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30 gennaio 2014 di cinemadegenere2014

LA RAGAZZA CHE SAPEVA TROPPO

IT 1963

Regia: Mario Bava

Interpreti principali: Leticia Roman, John Saxon, Valentina Cortese, Luigi Bonos, dante Di Paolo

Con questo film nasce il giallo all’italiana. In questa pellicola si possono trovare in embrione tutti gli elementi che codificheranno il genere che avrà tanto successo tra gli anni sessanta e gli anni ottanta. Qui, come in tutti gli altri film del filone, riveste grande importa la scenografia. Le indagini non sono affidate alla polizia, ma condotte da personaggi che si trovano invischiati nella vicenda. Ha molta rilevanza l’aspetto psicologico, sia per la caratterizzazione dei personaggi, sia per la soluzione del mistero. L’omicida commette i delitti non spinto da movente razionale, ma animato da cieca follia. Inoltre, come nelle altre pellicole del genere durante tutto il film si troveranno falsi indizi che porteranno a sospettare di tutti i personaggi coinvolti nella vicenda. Queste sono le principali caratteristiche del giallo all’italiana; altri elementi che caratterizzeranno il filone saranno: la morbosa attenzione nella rappresentazione della morte e l’uso di tecniche omicidiarie originali e arzigogolate, introdotta da Mario Bava con “Sei donne per l’assassino” e perfezionata da Dario Argento a partire da “Quattro mosche di velluto grigio”. L’assassino rappresentato sempre come figura implacabile e inafferrabile, completamente vestita di nero e con un cappello a tese larghe, anche questa invenzione di Mario Bava, sempre in “Sei donne per l’assassino”, e ripreso e ottimizzato da Dario Argento in tutti i suoi gialli. Ora però veniamo alla storia.

Il killer di Sei Donne per l'assassino

Il killer di Sei Donne per l’assassino

Nora Davis, una ragazza americana, decide di recarsi in Italia per visitare il bel paese e

Nora Davis (Leticia Roman) e il dott. Marcello Bassi (John Saxon)

Nora Davis (Leticia Roman) e il dott. Marcello Bassi (John Saxon)

per trovare una vecchia signora amica di famiglia, che avrebbe anche provveduto a d ospitarla nella sua casa romana. Il soggiorno parte subito male per la giovane Nora: appena arrivata all’aeroporto il suo vicino di viaggio viene arrestato per spaccio di droga, nel doppio fondo della valigia aveva infatti una serie di pacchetti di sigarette che non contenevano comuni sigarette, ma spinelli. Nora si preoccupa perché lo sconosciuto durante il viaggio le aveva offerto proprio uno di quei pacchetti. La ragazza tenta di liberarsi del fastidioso regalo ma non ci riesce e finisce per dimenticarlo nella tasca del cappotto. Nora arriva a casa della sua ospite e vi trova il dott. Marcello Bassi, che le comunica che la signora è indisposta da tempo e la prega di chiamarlo in caso nella notte sopraggiungessero complicazioni. L’anziana tenta di rassicurare Nora ma, purtroppo, nella nottata rimane vittima di un problema cardiaco e muore. La giovane tenta di chiamare il dott. Bassi, ma non riesce a prendere la linea, sentendo solamente fruscii e disturbi sulla linea. Decide allora di recarsi di persona all’ospedale, poco distante dall’abitazione. Arrivata all’altezza della scalinata di Trinità dei Monti, la giovane viene aggredita da un borseggiatore che la deruba e le fa sbattere la testa facendole perdere i sensi. In stato confusionale alla ragazza pare di

Nora svenuta dopo l'aggressione

Nora svenuta dopo l’aggressione

assistere ad un delitto. Vede infatti una donna che arranca nella sua direzione per poi cadere a terra con un coltello conficcato nella schiena e sopraggiungere un uomo che recupera il pugnale. A questo punto Nora sviene nuovamente. Passato un po’ di tempo uno sconsciuto le si avvicina ma, il sopraggiungere di un vigile, lo fa dileguare. La ragazza si risveglia in un letto di ospedale e racconta la propria vicenda. Al principio non le crede nessuno poiché non viene ritrovato alcun cadavere. Nora e

Il misterioso soccorritore

Il misterioso soccorritore

Marcello si recano sulla scalinata di trinità dei Monti per tentare di capire cosa sia successo alla ragazza. Non trovano nulla di anormale ma l’americana scorge una signora che esce dalla casa da cui aveva visto uscire la vittima e l’assassino. La giovane si ferma a fissarla. Le due si incontreranno nuovamente al funerale della signora che avrebbe ospitato Nora. In questa occasione la signora Laura Craven-Torrani, propone a Nora di trasferirsi presso la sua abitazione in Trinità dei Monti, il giorno seguente lei sarebbe infatti partita alla volta di Berna per raggiungere il marito e la ragazza le avrebbe fatto la cortesia di sorvegliare l’abitazione. Nonostante fosse indecisa alla fine Nora accetta. Grazie al rinvenimento di alcuni ritagli di giornale in un armadio della casa, Nora scopre che diversi anni prima era accaduto un delitto identico a quello cui lei aveva assistito. Questo la spinge, con l’aiuto di Marcello, a portare avanti la propria indagine.
Il film ha alcune soluzione davvero mirabili. Molto bello ad esempio il disegno geometrico formato dai veli delle suore che occupano tutta l’inquadratura mentre sono chine sul letto di Nora, per poi svelare il volto della ragazza che riprende conoscenza. Estremamente efficaci le sequenze oniriche, filmate in modo un poco sfocato, in modo che i dettagli si perdano, come accade nella memoria di tutti noi. Inoltre sembra che lo spettatore assista alla scena guardando attraverso un vetro deformato o un sottile velo d’acqua. Di grande efficacia la scena in cui Nora si reca ad un appuntamento datole dall’assassino, la giovane entra in un appartamento vuoto, il cui unico arredamento sono delle lampadine appese a cavi elettrici che oscillano creando magnifici giochi di luce.

L'appartamento in cui Nora è stata attirata da una misteriosa telefonata

L’appartamento in cui Nora è stata attirata da una misteriosa telefonata

Questa scena è una dimostrazione di come Bava sapesse usare la fotografia in maniera talmente geniale da riuscire a creare tensione anche solamente con l’uso delle luci, che anche in questo film sono dosate con sapienza, tanto da conferire un’aura inquietante ai magnifici scorci di Roma. Particolarmente efficace l’uso del quartire Coppedé, del suo arco di ingresso e della sua fontana delle rane. Il quartiere e, in particolare il palazzo in cui entra Nora, saranno riutilizzati in due film di grande successo: “Inferno” e “Il Presagio”.
Bava riesce a confezionare un film macabro e con buoni punti di tensione, non dimenticando però l’umorismo, che emerge in alcuni punti della pellicola, stemperando il pathos e dando leggerezza e godibilità alla trama. Molto divertente il sottofinale.

Piccola curiosità: John Saxon, il dott. Marcello Bassi, ha partecipato a questo film, che è il primo giallo italiano e anche al film che è considerato l’ultimo del filone, ovvero “Tenebre” di Dario Argento.

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