ALTA TENSIONE

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2 febbraio 2014 di cinemadegenere2014

ALTA TENSIONE

FR 2003

Regia: Alexandre Aja

Interpreti principali: Cecile De France, Maiwenn, Philippe Nahon.

Folgorante pellicola dell’allora venticinquenne cineasta d’oltralpe Alexandre Aja, “Alta tensione” è un capolavoro di suspense. La storia è molto semplice, quasi banale. Riprendendo il canovaccio del romanzo “Intensity” di Dean Koontz, Aja narra come una famiglia che abita nella campagna francese sia brutalmente trucidata da un pazzo omicida che ne rapisce la figlia maggiore, Alexia.

Alexia incatenata dal folle

Alexia incatenata dal folle

Casualmente assiste all’eccidio Marie, amica di Alexia, che si trovava per qualche giorno ospite della compagna di università per poter approfittare della tranquillità campestre e dedicarsi con più concentrazione allo studio. Marie riesce a nascondersi e a non farsi uccidere e insegue l’assassino nel tentativo di liberare l’amica.

Marie si nasconde

Marie si nasconde

Il racconto si snoda attraverso una notte di follia per arrivare ad un finale davvero a sorpresa.
Aja usa la macchina da presa con abilità e perizia, dosando tempi ed inquadrature in modo da trasmettere allo spettatore la giusta tensione per tenerlo incollato allo schermo dall’inizio alla fine della pellicola. Tutti i dettagli e i particolari sono studiati con dovizia, esempio lampante è la scena girata nella stazione di servizio, quando vittima e carnefice si aggirano per le deserte corsie del market in una sorta di macabro balletto.
L’assassino, interpretato dal granitico e sempre affidabile Philippe Nahon, è talmente depravato da risultare credibile. Non è solamente un macellaio, ma uno spietato ed esperto cacciatore che si diverte a inseguire e braccare le vittime.
I dialoghi sono ridotti all’osso per conferire un maggiore senso di straniamento della protagonista che si ritrova a dover affrontare una situazione ed un ambiente ostili ai quali non è abituata e che la costringono a cercare dentro di sé le forze necessarie per riuscire a salvare la pelle.
Per fortuna il regista tratteggia la figura del “cattivo” non cucendogli addosso le solite grida e le solite smorfie a cui ci hanno abituato alcune pellicole americane. Nahon interpreta il villian con una compostezza e una freddezza che rendono la sua figura ancora più inquietante e sinistra. Trovo abbastanza stucchevoli alcuni “killer” americani che gridano, si sbracciano e, sinceramente, più che spaventare fanno sorridere, assomigliando più a macachi danzerini che a esseri demoniaci. Con questa notazione chiudo la vena polemica e torno ad occuparmi della pellicola.
Di grandissimo livello anche le prove di Maiwenn e di Cecile De France. La prima rende con grande efficacia la figura della vittima sacrificale, l’altra, anche grazie al fisico atletico e ai capelli quasi rasati, si impone per energia e decisione, nel ruolo di “salvatrice”.
Il film ha anche un vago sapore italiano, gli effetti speciali, convincenti e realizzati magistralmente, sono del nostro Giannetto de Rossi, garanzia del cinema di paura nostrano. Nei primi minuti del film, inoltre, le due protagoniste ascoltano “ Sarà perché ti amo” dei “Ricchi e Poveri”.
Come ho anticipato all’inizio del post “Alta tensione” è una cavalcata a folle velocità, uno spettacolo veloce e coinvolgente, che rapisce lo spettatore alla prima scena e lo scarica, frastornato e incredulo, alla fine della pellicola. Il bravo regista francese ha realizzato altre pellicole di buon livello dopo questa, il remake di “Le colline hanno gli occhi”, “Riflessi di paura” e “Piranha 3d”, però “Alta tensione”, rimane il suo film che preferisco. La realizzazione della pellicola è, a mio avviso, semplicemente perfetta: La visione di questo film trasmette tutte le sensazione e gli stati d’animo che dovrebbero essere suscitati da un film horror. Semplicemente perfetto.
Piccola notazione di servizio: “Alta Tensione” per la sua bellezza è consigliato a tutti, però è anche uno dei film più violenti e che mettono in mostra uno dei più alti tassi di emoglobina di sempre. Non per stomaci delicati.
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