L’IMPERO DEI LUPI

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6 febbraio 2014 di cinemadegenere2014

L’IMPERO DEI LUPI

FR 2005

REGIA: Chris Nahon

Interpreti principali: Jean Reno, Arly Jover, Jocelyn Quivrin, Laura Morante.

Tratto dall’omonimo romanzo di Jean Cristophe Grangè, il film narra le vicende di tre personaggi borderline che, per una concatenazione di eventi, si trovano a dover affrontare il medesimo destino.

Arly Jover interpreta Anna

Arly Jover interpreta Anna

Anna Heymes (Jover), moglie di un alto funzionario della polizia, soffre di una grave forma di amnesia che che le impedisce di ricordare e riconoscere i volti delle persone che conosce. Durante un test non riconosce il viso del marito. Durante una cena con i colleghi del coniuge, assillata da domande sul loro passato di coppia a cui lei non sa rispondere, la patologia di Anna sfocia in una spaventosa allucinazione: la donna vede i volti dei commensali trasformati in maschere mutilate.
Contemporaneamente l’ispettore Nerteaux indaga su una serie di omicidi che hanno per

L'ispettore Nerteux

L’ispettore Nerteux

vittima giovani donne turche, tutte di aspetto molto simile. Il maniaco ne sfregia orrendamente il volto, seguendo un disegno preciso e ne mutila alcune parti del corpo. Gli omicidi si consumano tutti nel quartiere parigino in cui risiede la comunità turca. Per tentare di rompere il muro di silenzio che lo circonda, l’ispettore, sia pur controvoglia, decide di rivolgersi a Schiffer (Reno), un vecchio poliziotto corrotto che aveva spadroneggiato nel quartiere turco per diversi anni. Nerteux spera di poter usare i contatti del collega anziano per avere nuovi elementi circa il caso che sta seguendo.

Jean Reno è Schiffer

Jean Reno è Schiffer

Anna dopo l’ultima crisi decide di affidarsi alle cure di una psichiatra (Morante) all’insaputa del marito. La giovane donna confida al medico di temere che il proprio marito non sia in realtà chi dice di essere e che abbia potuto sottoporsi ad un intervento di plastica facciale per subire una trasformazione radicale. Ossessionata da quest’idea la giovane scruta il viso del coniuge mentre dorme, nella speranza di trovare segni di cicatrici. Il marito però si sveglia e intima a Anna di accettare la biopsia a cui vuole sottoporla da tempo il medico che l’ha in cura, un ricercatore di fama internazionale che opera in una base dell’esercito e che è amico del marito di Anna. La mattina dell’intervento però la giovane, mentre si prepara per uscire, scorge alcune piccolissime ferite sul proprio volto. Il mondo le crolla addosso, insieme alla consapevolezza che chi è stato sottoposto a un radicale intervento di plastica facciale non è stato il marito, bensì lei. Insieme a questa consapevolezza ritrova anche la propria memoria. Decide allora di fuggire e cerca rifugio presso la psichiatra cui si era rivolta in segreto.
I due poliziotti intanto proseguono le indagini, tra un eccesso e l’altro di Schiffer, fino a che le loro strade non si congiungeranno con quelle di Anna.
Il film ha un buon ritmo e una messa in scena convincente. Alcune trovate registiche sono di buon livello. Per esigenze di produzione la trama originale del libro risulta stravolta in diversi punti, compreso il finale che non ha nulla in comune con quello “cartaceo”. Nonostante questo però la sceneggiatura risulta comunque convincente e il regista, anche cosceneggiatore, riesce a mantenere alto il livello di interesse. Istrionico come al solito Jean Renò, per l’occasione agghindato con una barba piuttosto improbabile, focalizza l’attenzione e da spessore ad un personaggio altrimenti abbastanza stereotipato. Molto più complesso e profondo, invece, lo Schiffer del libro.
Lancinante la voce di Skin che accompagna una delle scene chiave del film.
Consiglio di guardare prima il film e poi, se il tema vi ha intrigato, leggere il libro. Come ho accennato prima, infatti, le storie narrate nella pellicole e nel volume, sono molto diverse. Guardando prima la pellicola non rovinerete l’attesa per il finale del libro e non rimarrete delusi nel vedere stravolta la trama di quello che, a mio modestissimo parere, rimane il romanzo più bello dello scrittore francese.
Piccola anticipazione: tra poco inaugurerò una nuova sezione “Cinema di carta”, nella quale inserirò recensione e riflessioni su libri che hanno ispirato pellicole, lì potrete trovare tutte le recensioni dei libri di Grangè perché praticamente da tutti i suoi volumi sono stati tratti film.

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