LA TARANTOLA DAL VENTRE NERO

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15 febbraio 2014 di cinemadegenere2014

LA TARANTOLA DAL VENTRE NERO

IT – FR 1971

Regia: Paolo Cavara
Interpreti principali: Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli, Barbara Bouchet, Rossella Falk.

La tarantola dal ventre nero” è uno dei migliori esempi di film di genere usciti nell’anno d’oro del giallo italiano, il 1971. Sulla scia del successo dei film di Dario Argento, infatti, in quei dodici mesi, nella nostra penisola, uscì un grandissimo numero di film gialli. La maggior parte dei quali riportava nel titolo il nome di un animale, sempre per cavalcare il filone “zoologico” iniziato dal grande Dario. Solitamente queste “copie” erano di qualità decisamente inferiore agli “originaliargentiani, mentre “La tarantola dal ventre nero”, è un film estremamente godibile e che nulla ha da invidiare a “L’uccello dalle piume di cristallo” o agli altri film del maestro romano.
Per la realizzazione della pellicola che mi accingo ad esaminare il produttore, Marcello Danon, si è affidato a tutti i professionisti migliori. Il regista Paolo Cavara trasla la sua esperienza di documentarista in un film di finzione, realizzandolo come se si trattasse, però, di un documentario. La vicenda è, infatti, ripresa con occhio estremamente naturalista e i fatti si susseguono con grande rapidità, dando un ritmo serrato all’azione e coinvolgendo lo spettatore. Le musiche sono affidate al sempre bravo Ennio Morricone, che confeziona un commento musicale onirico e adeguato alle situazioni. La sceneggiatura è Lucille Lukas, segnalata al produttore da Tonino Guerra, che, interpellato per primo da Danon, non ha voluto firmare una pellicola di genere.

Giancarlo Giannini interpreta il commissario Tellini

Giancarlo Giannini interpreta il commissario Tellini

Gli interpreti sono tutti bravi e caratterizzano con efficacia e professionalità i personaggi. Giancarlo Gianni è il commissari Tellini, poliziotto di buone capacità ma poco convinto del proprio lavoro. L’attore milanese riesce a tratteggiare con bravura il dissidio interiore vissuto dal personaggio, perennemente combattuto tra i propri doveri e la volontà di lasciare la divisa. Molto brava Stefania Sandrelli, che tratteggia con grazia la moglie di Tellini, all’apparenza donna svagata e un poco sulle nuvole, ma in realtà unica ispiratrice e fonte di energie per il marito. Anche tutto il resto del cast è adeguato, a partire dalla sempre efficace Rossella Falk, fino a barbara Bouchet, che interpreta il ruolo della prima vittima del maniaco di turno.

Il commissario Tellini e la moglie

Il commissario Tellini e la moglie

Dopo aver tessuto le lodi della squadra di produzione vengo a trattare la trama della pellicola.
Maria Zani (Barbara Bouchet), dopo aver trascorso la giornata presso un centro estetico, rincasa e viene aggredita dal marito che la accusa, mostrandole una fotografia piuttosto esplicativa, di essere una fedifraga e di averlo tradito. Dopo la lite l’uomo lascia la casa furibondo. Alcune notti dopo la donna viene svegliata dall’abbaiare del cane, si alza per controllare ed esce in giardino. Una figura di nero vestita riesce ad intrufolarsi nell’abitazione senza essere visto dalla donna. Maria, tranquillizzato il cane torna in casa e, una volta salite le scale viene aggredita dal losco figuro. Comincia una lotta e l’aggressore infilza con un acuminato spillone la nuca della vittima paralizzandola. A questo punto si svolge una scena da antologia. La malcapitata Maria, ancora perfettamente lucida, ma completamente paralizzata, assiste impotente al suo omicidio.

Maria Zani viene paralizzata dall'omicida

Maria Zani viene paralizzata dall’omicida

L’assassino infatti la stende sul letto, le straccia le vesti e le martoria il ventre con un pugnale. Sul luogo del delitto interviene il commissario Tellini (Giancarlo Giannini) che procede, insieme alla polizia scientifica, ai rilievi del caso e interroga il marito della vittima. Durante il sopralluogo il commissario ha trovato la foto che dimostra la scappatella della vittima e, durante l’interrogatorio di Zani, tenta di calcare la mano su questo aspetto, pensando che il marito tradito possa essere un buon sospettato.
Dopo l’interrogatorio Zani si rende irreperibile e inizia, avvalendosi dell’aiuto di uno scalcinato, ma estremamente efficace, detective privato, una sua indagine parallela. Intanto l’omicida dello spillo continua a colpire e a mietere vittime che non sembrano avere nulla in comune, fino a che il commissario Tellini, minacciato anche nei suoi affetti più cari, non riesce a scoprire il bandolo della matassa e capire quale sia il motivo che spinge l’omicida a colpire.

Lo spillo con cui l'omicida paralizza le vittime

Lo spillo con cui l’omicida paralizza le vittime

La storia è disseminata di numerosi colpi di scena e indizi ingannatori. Prima di arrivare alla soluzione, infatti, la brava sceneggiatrice, dissemina la storia di false piste e moventi che, presi per ogni singolo delitto, paiono estremamente credibili, ma che riescono a reggere solamente fino alla morte della vittima seguente, che non ha alcun legame, almeno apparente, con quelle precedenti. Solo un buon colpo di scena finale, permetterà di comprendere in pieno il mistero.
Come dicevo al principio questo è uno dei tanti film che possono essere ascritti al filone “zoologico”. Mentre la maggior parte di tali film ha “motivazioni animali” solamente nell’efficacia del titolo, questo, invece, trova nel titolo una vera motivazione zoologica. Come spiegato anche nel film, infatti, l’omicida colpisce le proprie vittime, paralizzandole e poi uccidendole mentre sono ancora coscienti, prendendo spunto dal modo in cui un particolare tipo di vespa immobilizzi, senza uccidere, la tarantola al fine di depositare le proprie uova all’interno del ventre del ragno.
Ottimo esempio di Giallo italiano che riprende i solchi segnati da Mario Bava e Dario Argento senza seguirli pedissequamente e riuscendo a creare uno spettacolo originale e piacevole.
Consigliatissimo!

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2 thoughts on “LA TARANTOLA DAL VENTRE NERO

  1. Luca ha detto:

    Ecco un altro film che non conoscevo e che, grazie a questo interessantissimo blog, andrò ad aggiungere alla mia piccola cineteca. Il cast da solo promette molto bene.
    Complimenti per il blog, lo seguo con molta curiosità.

  2. gianni ha detto:

    E ci siamo rivisti pure questo… Cast di buon livello, colonna sonora di pregio.. Però però manca qualcosa. Comunque oh, uno dei migliori.

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