LA MASCHERA DEL DEMONIO

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22 febbraio 2014 di cinemadegenere2014

LA MASCHERA DEL DEMONIO

IT 1960

Regia: Mario Bava

Interpreti principali: Barbara Steele, John Richardson, Andrea Checchi, Ivo Garrani.

Dopo una lunga gavetta come direttore della fotografia e assistente di altri registi di genere italiani, importantissimo il contributo del regista sanremese nella realizzazione de “I Vampiri” di Riccardo Freda, Mario Bava debutta alla regia adattando per il cinema la novella “Il Vij”di Nikolaj Gogol. Fin da questa prima pellicola il regista dimostra le sue qualità di esteta dell’immagine. Il film è costruito con grande eleganza, utilizzando un bianco e nero che conferisce grande fascino alla rappresentazione. Bava cura con maniacale attenzione tutti i dettagli: le inquadrature sono sempre perfette e le scenografie estremamente convincenti ed evocative. Il regista è talmente bravo che, in un certo senso, allena l’occhio dello spettatore che viene, letteralmente, “preso per mano” e guidato come un bambino in uno straordinario mondo immaginifico. La regia è molto elegante e fluida. Utilizza con grande efficacia e abilità i movimenti di macchina, rendendo lo spettacolo di grande impatto visivo. La prima volta che ho visto il film mi sono stupito di come, già dopo le prime scene, riuscissi a prevedere i movimenti di macchina del regista, intuendo in quale posizione si andasse a fermare la cinepresa o su quale dettaglio indugiasse. Questo non perché io abbia talento registico, ma perché Bava dirige questa pellicola con tanta naturalezza e precisione che lo spettatore viene “educato” alla visione e aiutato a seguirne la narrazione.

Barbara Steele è Katia

Barbara Steele è Katia

Una giovane nobildonna, Asa Vajda (Barbara Steele), sospettata di stregoneria viene catturata dall’inquisizione e uccisa applicandole sul viso una maschera metallica all’interno della quale vi sono acuminati spuntoni metallici atti a conficcarsi nel cranio della vittima. La stessa sorte tocca anche all’amante di lei. Prima di morire la donna lancia una maledizione, gridando che la sua morte non sarebbe stata eterna.

Il carnefice applica la maschera sul viso di Asa

Il carnefice applica la maschera sul viso di Asa

Alcuni secoli dopo due viaggiatori, il dottor Kruvajan (Alberto Checchi) e il suo assistente Gorobec (John Richardson), si trovano a passare nelle vicinanze della cappella presso la quale è stata sepolta Asa. Attratti dalla particolare architettura del luogo si avventurano all’interno dell’edificio abbandonato. Trovano la tomba della strega e, mentre la stanno esaminando, Kruvajan si ferisce una mano; alcune gocce del suo sangue penetrano all’interno del sepolcro e danno inizio al processo che riporterà in vita Asa. Intanto è calata la notte e i due decidono di fermarsi nel vicino paese dove fanno la conoscenza dei discendenti di Asa Vajda. Tra di essi vi è anche Katia che è, nelle sembianze, identica alla sua antenata strega. Strani fenomeni cominciano a verificarsi nel castello dei nobili Vajda: alcuni cominciano a morire in modo misterioso e ben presto tornano alla memoria le urla di maledizione di Asa. Specie quando si trova vuota la tomba del suo amante.

L'amante di Asa resuscita dalla tomba

L’amante di Asa resuscita dalla tomba

La fotografia conferisce alla pellicola una bellezza tutta particola, dando nuovo e particolare lustro alla tradizione del cinema gotico.
Alcune scene, considerate nell’ottica dell’epoca in cui sono state girate, sono molto macabre e violente. Quando la maschera viene applicata sul viso di Asa getti di sangue scaturiscono dal naso e dalla bocca del simulacro. Il processo di resurrezione della strega è filmato con dovizia di particolari e Bava mette in mostra lo scheletro della defunta mentre la carne comincia nuovamente crescere sulle ossa. Nonostante questi “eccessi”, la pellicola si mantiene sempre elegante e ciò che è mostrato non è mai gratuito o volgare.
Gli interpreti sono tutti efficaci e ispirati. Un plauso particolare va attribuito all’allora quasi esordiente Barbara Steele, che da vita a due personaggi memorabili, riuscendo a calarsi con grande naturalezza e professionalità in entrambe le parti. Il film di Mario Bava sarà per l’attrice britannica il trampolino di lancio per una lunga e gratificante carriera che farà di lei una delle più longeve icone dell’horror.
Film consigliatissimo!

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