LE COLLINE HANNO GLI OCCHI

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16 marzo 2014 di cinemadegenere2014

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI

USA 2006

Regia: Alexandre Aja

Interpreti principali: Aaron Stanford, Emilie de Ravine, Dan Bird, Kathleen Quinlan, Vinessa Shaw

Folgorante esordio americano per il francese Aja, “Le colline hanno gli occhi” è il remake dell’omonimo film del 1974 diretto da Wes Craven, in questa occasione produttore della pellicola. Il regista d’oltralpe non sfigura rispetto all’originale, riuscendo a dare alla storia un tocco personale e una grande prova di stile.
La famiglia Carter decide di festeggiare la pensione del “patriarca”, “Big” Bob (Ted Levine), concedendosi una vacanza in camper attraverso gli Stati Uniti. Giunti all’altezza del deserto del Nuovo Messico, in una zona nella quale negli anni ’50 l’esercito aveva effettuato test nucleari, si fermano a fare rifornimento ad una sperduta pompa di

Doug, Lynn e  la piccola Catherine alla stazione di rifornimento.

Doug, Lynn e la piccola Catherine alla stazione di rifornimento.

benzina.Il gestore è un tipo dall’aspetto poco rassicurante, che abbiamo visto all’inizio della pellicola gridare ad un invisibile interlocutore che non avrebbe più fatto ciò che lui gli chiedeva e trovare un contenitore per hamburger che, invece di celare un panino, celava un orecchio mozzato. Durante la sosta i figli dei Carter notano, in diversi punti della stazione, strani movimenti: Bobby, vede attraverso le travi sconnesse della latrina un volto che lo spia. Crede si tratti di uno scherzo della sorella Brenda (Emilie de Ravine) e, uscito dalla rudimentale “sala da bagno”, prende ad ingiuriarla.

Emilie de Ravine è Brenda

Emilie de Ravine è Brenda

Lynn (Vinessa Shaw), la figlia maggiore, si aggira per lo spaccio della stazione di rifornimento che le trasmette una strana sensazione. Intravede il contenitore per hamburger di cui sopra, insieme a numerosi altri oggetti che paiono un poco incongrui con l’aspetto generale della pompa di benzina. La donna viene sorpresa dal benzinaio che la invita a uscire con aria piuttosto truce.

Il camper dei Carter sta per mettersi in moto quando il benzinaio li raggiunge e consiglia loro una scorciatoia che passa attraverso una gola. Big Bob lo ringrazia e, non ascoltando l’opinione di Doug (Aaron Stanford), marito di Lynn, decide di imboccare la strada consigliata dal losco figuro. Giunti a metà della gola, in pieno deserto e lontani parecchie miglia dalla strada statale, i Carter incappano in un ostacolo celato dalla sabbia che fa esplodere tutte le gomme del loro camper. Escono fuori strada e si schiantano su un masso, distruggendo il radiatore. Tra Bob e Doug nasce un diverbio poiché il genero rimprovera al suocero di aver voluto fare di testa propria e aver lasciato la statale per finire nel bel mezzo del nulla. Lynn riesce a riportare la calma e i due uomini decido di incamminarsi in direzioni diverse per cercare aiuto. Bob tornerà alla stazione di servizio, per recuperare qualche pezzo di ricambio o farsi trainare dal benzinaio, mentre Doug, va dalla parte opposta, nella speranza di trovare qualche centro abitato o, almeno, una strada statale.
Bob arriva alla stazione di servizio giusto in tempo per vedere il benzinaio farsi saltare la testa con un colpo di fucile. Intanto sente una voce misteriosa che lo chiama. Bob, in preda al panico, sale sull’auto del benzinaio, non riesce a fare in tempo a mettere in moto e viene sorpreso dal misterioso assalitore, che lo stordisce e lo trasporta all’interno dalla miniera.

Aaron Stanford interpreta Doug

Aaron Stanford interpreta Doug

Doug intanto trova un enorme cratere nel quale sono parcheggiate decine e decine di auto. Non sembrano però veicoli demoliti, all’interno di alcuni di essi, infatti, si trovano numerosi oggetti. Il giovane ritorna al camper e apprende che il suocero non ha ancora fatto ritorno. Che i cani sono fuggiti e Bobby si è ferito nel tentativo di recuperarli. Mentre la famiglia è riunita per pensare cosa fare sentono delle urla strazianti provenire dalle vicinanze. Escono dal camper e vedono un uomo legato ad un albero nelle vicinanze. Riconosciuta la voce come quella di “Big” Bob, Doug ed Ethel si lanciano di corsa verso di lui. Non riescono a fare qualche passo che albero e Bob prendono fuoco. Intanto due Mutanti prendono di mira Brenda e la piccola Catherine, figlia di Doug e Lynn. Inizierà per la famiglia Carter un incubo terribile, che spingerà Doug a varcare i confini dell’inferno per difendere la sua piccola bambina.

Uno dei mutanti prende di mira brenda

Uno dei mutanti prende di mira brenda

Alexandre Aja mette in scena uno spettacolo pirotecnico. Come suo solito tiene altissima la tensione per tutta la rappresentazione, con un occhio particolarmente attento ai dettagli e alla messa in scena.
Efficacissimi gli effetti speciali e il trucco dei mutanti. Per il make-up dei “cattivi” i truccatori si sono ispirati a fotografie di persone colpite dalle radiazioni nell’incidente di Chernobyl e dalle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki.

Uno dei mutanti

Uno dei mutanti

L’aspetto psicologico dei personaggi è tratteggiato con grande cura. I protagonisti non sono macchiette, ma compiono un vero e proprio cammino psicologico che li porta a cambiare la propria personalità in conseguenza ai tragici eventi che sono costretti a vivere. Indicativo di questo è il mutamento della personalità di Doug che, all’inizio della pellicola è un pacifista al quale ripugna, non solo l’uso, ma anche la vista delle armi, per diventare, dopo il rapimento della sua piccola e l’assalto alla sua famiglia, in un uomo deciso a tutto per difendere i propri i familiari. Molto complesse anche le psicologie dei “cattivi” che non sono mostri sanguinari, privi di ogni tipo di morale e mossi da bassi appetiti, ma vittime a loro volta di un sistema politico senza scrupoli che li ha costretti a diventare mostri, rifiutati dalla società. In un certo senso le motivazioni della famiglia Carter e quelle dei mutanti, sono le stesse, entrambe tentano di rimediare ad un torto subito.
In questo senso il film può essere visto come una riflessione sulla vendetta e su come l’uso della violenza per rimediare ad un torto subito non faccia altro che portare ad altra violenza, in una spirale difficile da interrompere
Le riprese sono state effettuate in una zona del deserto marocchino.
Film consigliatissimo!

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5 thoughts on “LE COLLINE HANNO GLI OCCHI

  1. lupokatttivo ha detto:

    Epico!!! E’ piaciuto un sacco anche a me, ho apprezzato anche il sequel

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