I BAMBINI DI COLD ROCK

2

29 marzo 2014 di cinemadegenere2014

I BAMBINI DI COLD ROCK

CAN – FR – USA 2004

Regia: Pascal Laugier

Interpreti principali: Jessica Biel, Stephen Machattie, William B. Davis, Jodele Ferland

A Cold Rock, piccolo centro americano dell’estremo nord, molti bambini scompaiono senza lasciare traccia. Considerato lo scarso numero di abitanti la quantità di bambini spariti è allarmante e la popolazione, per dare una spiegazione all’inquietante fenomeno, inventa una leggenda: alcune persone giurano di aver visto un uomo misterioso, estremamente alto e vestito di nero, che rapisce i piccoli per portarli in qualche luogo misterioso.

Jessica Biel è Julia

Jessica Biel è Julia

Julia (Jessica Biel) infermiera e vedova del medico della città non crede alla leggenda, ritiene più probabile che la serie di scomparse sia imputabile dissesto sociale in cui versa la cittadina, messa in ginocchio dalla chiusura di un importante centro industriale. La donna cerca di continuare l’opera del marito morto, ma si deve scontrare con molte difficoltà poiché la mentalità retrograda dei suoi concittadini, fatica a vedere in una donna un efficiente professionista. Julia però non si scoraggia e continua a dare aiuto alle persone più emarginate. Tra queste c’è Jenny, una ragazzina muta che vive una situazione familiare molto complessa.

Julia, sulla sinistra, e Jenny

Julia, sulla sinistra, e Jenny

Quando una sera ritorna a casa, però, Julia si vede costretta a ripensare in maniera drastica alle sue convinzioni nei confronti dell’”Uomo Alto”. L’infermiera, infatti, trova la baby sitter a terra, priva di sensi e scorge un imponente figuro di nero vestito, che tiene stretto il suo figlioletto David. La donna si lancia all’inseguimento. Dopo una folle corsa il rapitore riesce a fuggire con il piccolo e Julia rimane ferita sul ciglio di una strada. In quel momento sopraggiunge il tenete Dodd (Stephen Machattie), un agende del Federal Bureau of Investigation, inviato nella cittadina per investigare sulle misteriose sparizioni. L’uomo aiuta Julia, la fa salire sulla propria vettura e

Lo sceriffo, Dodd e un altro agente durante le ricerche

Lo sceriffo, Dodd e un altro agente durante le ricerche

la conduce alla tavola calda del paese, dove c’è lo sceriffo che li sta aspettando. Nel locale Julia sente tutti gli occhi puntati su di sé, quasi che fosse lei la colpevole e non la vittima. Quando si reca in bagno per cercare di ripulire le ferite, trova nel retro, una sorta di piccolo santuario in cui sono esposte tutte le foto dei bambini scomparsi, intanto nella sala principale la popolazione, sceriffo compreso, stanno tramando alle spalle della donna. Tutti i cittadini sono coinvolti nelle sparizioni? Quale mistero si cela dietro le sparizioni di Cold Rock? Sapete che per un preciso dettato etico non svelo mai il finale dei film, non lo farò neanche in questo caso, ma vi anticipo solamente che da questo momento in avanti il film si dipana in una spirale di tensione crescente che arriva al proprio culmine nel finale, dopo diversi ribaltamenti e colpi di scena.

Stephen macHattie è Dodd

Stephen macHattie è Dodd

Pascal laugier, regista del film Saint Ange di cui trovate la scheda nel blog, mette in scena uno spettacolo straordinario. La storia è estremamente ben congegnata e interessante. Non capisco che film abbia visto Paolo Mereghetti che nel suo dizionario attribuisce alla pellicola una sola misera stelletta e bolla il regista come “sopravvalutato” e sostiene che il film “citazionista e ambizioso”, arriva “al nocciolo dipanandosi tra una critica antiborghese al fondo ambigua, canonici ribaltamenti di ruolo, passaggi di sceneggiatura improbabili e <<sorprese>> che non sono tali”. Secondo me la sua critica al film è completamente sballata, “I Bambini di Cold Rock” non ha nulla di canonico. E’ talmente poco canonico, come tutti i film del regista, che non si riesce nemmeno a inserirlo in genere ben definito, fonde tra loro, elementi di differenti filoni cinematografici, riuscendo a creare un film assolutamente unico. La trama è interessante e per nulla scontata e i colpi di scena, che si susseguono senza sosta nell’ultima parte del film sono estremamente logici e motivati. Non riesco davvero a capire dove il critico milanese abbia visto gli improbabili passaggi di sceneggiatura.
Il film, inoltre, è girato con grande bravura, con attenzione per i dettagli e per la fotografia, curata con professionalità da Kamal Derkaoui.
Anche in questa occasione il regista francese tratta temi sociali e morali di grande spessore, utilizzando una patina molto accattivante e mascherandoli da film di genere. Pur mettendo in scena riflessioni profonde, non perde mai di vista la “leggerezza”, ritenendo che un messaggio importante sia più persuasivo se narrato con un buon appeal visivo e l’utilizzo di canoni di generi appetibili al grande pubblico, piuttosto che con una messa in scena scialba e noiosa che porta la maggior parte del pubblico a distanziarsi da alcune tematiche ritenute noiose e poco appetibili.
Se in Italia non si riuscirà ad avere il giusto rispetto per il “buoncinema di genere, non ci si dovrà lamentare se la nostra industria cinematografica colerà sempre più a picco o se i cinema saranno affollati solamente durante le proiezioni dei “cinepanettoni” o dei loro emuli.
Tornando al film non posso che consigliarvene la visione. Godrete di uno dei thriller meglio congegnati negli ultimi anni, avendo anche alcuni buoni spunti di riflessione.

Lo sceriffo di Cold Rock

Lo sceriffo di Cold Rock

Ultima piccola notazione. Il film presenta anche una bella sorpresa per i maniaci di X-Files come me: lo sceriffo di Cold Rock è interpretato da William B. Davis, l'”uomo che fuma” della mitica serie televisiva.

Buona visione!

Annunci

2 thoughts on “I BAMBINI DI COLD ROCK

  1. Simona ha detto:

    Questo film mi era davvero piaciuto tanto. Ciao buona domenica

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      Ciao, Grazie per la visita. sono felice che tu abbia trovato un post di tuo gradimento. Anche a me è piaciuto molto: film originale e interessante, che scardina un pò gli stilemi classici del genere. Un saluto, a presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: