SETTE NOTE IN NERO

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6 aprile 2014 di cinemadegenere2014

SETTE NOTE IN NERO

IT 1977

Regia: Lucio Fulci

Interpreti principali: Jennifer O’Neil, Gianni Garko, Marc Porel, Evelyn Stewart

Film che si discosta dai consueti canoni fulciani, “Sette note in nero”, è un elegante giallo psicologico che non punta nulla sullo splatter, stuzzicando invece le corde della tensione emotiva e delle paure innate in ogni uomo. La visione di questa pellicola porterà a capire con ancora maggiore forza le grandi qualità di narratore di Lucio Fulci, troppo a lungo considerato nel nostro paese come autore di secondo livello capace di mettere in scena unicamente spettacoli ributtanti e grand-guignoleschi. Il film di cui vado a parlarvi è, invece, un meraviglioso esercizio di stile nel quale tutti gli elementi atti a suscitare tensione e attenzione nello spettatore sono dosati con bravura e sapienza.

La mamma di virginia sulla scogliera

La mamma di virginia sulla scogliera

Il 12 ottobre del 1959 alle ore 11,45 una bionda signora guida la propria auto fino sul limitare delle bianche scogliere di Dover, scende dall’abitacolo e contempla il panorama. Nello stesso momento una bimba in gita scolastica raggiunge, insieme ai propri compagni, il belvedere di Firenze. La signora inglese, intanto, muove alcuni passi verso lo strapiombo. La bimba grida “mamma” ed avverte un malore. Nello stesso momento la donna si getta tra i flutti e la sua figlioletta, nonostante la grande distanza che divide le due, assiste alla scena con gli occhi della propria mente. Partono i titoli di testa.

Gli occhi di Virginia, sbarrati dal terrore al momento della visione

Gli occhi di Virginia, sbarrati dal terrore al momento della visione

La bambina che abbiamo visto nel prologo è ormai diventata una donna (Jennifer O’Neill) ed ha sposato Francesco Ducci (Gianni Garko), un facoltoso mezzo nobile toscano. Una mattina accompagna il marito all’aeroporto e, quando sta tornando a casa a bordo della propria auto, avverte un malore e nuovamente la sua mente viene invasa da una visione. Nel suo inconscio vede: una stanza tappezzata di rosso, un taxi giallo, un grande scasso dentro un muro di un’altra stanza con uno specchio rotto, un’anziana signora con la testa fracassata, un uomo claudicante, una rivista con in copertina una bella ragazza e una persona che chiude un muro di mattoni davanti ad

La stanza tappezzata di rosso

La stanza tappezzata di rosso

una non meglio identificata vittima.Una volta ripresasi dallo spavento la donna decide di rivolgersi al suo psicologo di fiducia e amico, Luca (Marc Porel). Questi, pur conoscendo i trascorsi e l’antica visione veritiera che aveva avuto Virginia, non da molto peso alle parole della donna, credendo che quanto accaduto possa essere imputabile alla stanchezza e alle preoccupazioni. Virginia sembra rassicurasi e, per tenersi impegnata e non pensare a quel brutto incubo, decide di dedicarsi alla ristrutturazione del vecchio casale di proprietà della famiglia del marito. La donna arriva nella casa e viene guidata dal custode che la conduce nell’unica stanza che non versa in un completo stato

Marc Porel nei panni di Luca

Marc Porel nei panni di Luca

di abbandono. Virginia chiede all’uomo di essere lasciata sola e comincia a togliere i drappi posti sul mobiglio. Man mano che scopre parti dell’arredamento Virginia capisce che quella che sta guardando è una delle stanze della sua visione, quella con lo scasso nel muro. Dopo un primo momento di smarrimento la donna si riprende e controlla la porzione di muro in cui aveva visto la breccia. Ad un primo esame non le appare nulla, guardando meglio, però, nota una venatura nell’intonaco che, effettivamente, potrebbe seguire la linea dello scasso. Virginia recupera una piccola piccozza e abbatte il muro, rinvenendo uno scheletro.

Il macabro ritrovamento

Il macabro ritrovamento

Questo macabro ritrovamento accresce ancora di più nella donna la convinzione che la visione avuta sia veritiera, inizia così, con l’aiuto di Luca e della sua assistente, Paola, una serrata indagine per capire chi sia stato l’omicida della dona ritrovata e quali altri misteri nasconda quell’inquietante incubo. La storia prosegue con grande scioltezza e verso un magnifico crescendo di tensione finale. Altra cosa che i critici seriosi non potranno rimproverare al Fulci di questo film è la linearità e logicità della trama. Al contrario di altre sue pellicole, infatti, in questa il maestro romano, mette in scena uno squisito meccanismo ad orologeria in cui ogni tassello della trama è perfettamente concatenato all’altro.

Gianni Garko interpreta Francesco Ducci

Gianni Garko interpreta Francesco Ducci

Le sette note di cui parla il titolo sono quelle della suoneria dell’orologio che Gloria, la sorella di Francesco, ha regalato a Virginia, e che parte sempre nei momenti culminanti del film. Il motivo del carillon , composto da Frizzi, Bixio e Tempera, è stato ripreso da Quentin Tarantino e RZA nel film Kill Bill.
Come dicevo questo è un film un poco anomalo per Lucio Fulci. Sia perché non vi sono scene di violenza esplicita, sia perché, pur essendo un giallo psicologico, non assegna all’assassino moventi riconducibili a patologie mentali o a manie. Il lavorio psicologico non è tanto sull’assassino, quanto sulle vittime. Pur portando avanti un parallelo con “Una lucertola dalla pelle di donna”, anche in quel film, infatti, le indagini si svolgono tramite l’analisi delle visioni di una delle protagoniste, in “Sette note in nero”, però, la prospettiva viene ribaltata e le visioni non sono un modo per celare una personalità morbosa e pulsioni sessuali inconfessabili. Qui le visioni sono effettivamente un fenomeno paranormale e portano a scoprire triviali giochi criminali. In questo film manca la consueta aura morbosa e disturbante presente nelle altre pellicole fulciane e, forse proprio per questo, è per me uno dei suoi lavori meglio riusciti. Il modo in cui ha messo in scena questo film avrebbe dovuto aiutarlo a fare in modo che anche i bacchettoni accettassero la sua classe narrativa. Purtroppo così non è successo e sono dovuti passare ancora molti anni, prima che qualcuno lo riscoprisse.

Jennifer O'Neal è Virginia

Jennifer O’Neal è Virginia

Piccola ultima notazione. Nella nostra nazione siamo tanto intelligenti che è praticamente impossibile trovare questo film in dvd, mentre è facilissimo trovarne diverse versioni inglesi, una spagnola e, persino, una cecoslovacca!
Buona visione a tutti.

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2 thoughts on “SETTE NOTE IN NERO

  1. lupokatttivo ha detto:

    Avro avuto 12 anni quando lo vidi a casa della sorella di un amico, ricordo ancora la vhs, e ricordo che mi son cagato sotto per ke notti a venire….. Film strepitoso… E musichetta infernale 🙂

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