LA CITTA’ VERRA’ DISTRUTTA ALL’ALBA

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4 maggio 2014 di cinemadegenere2014

LA CITTA’ VERRA’ DISTRUTTA ALL’ALBA

USA – 1973

Regia: George A. Romero

Interpreti principali: Lane Carroll, Will MacMillan, Harold Wayne Jones, Leland Starnes, Lynn Lowry

Strana, ma affascinante, contaminazione di diversi generi, questo film è comunemente ascritto al filone horror, nonostante abbia uno svolgimento che ha molti tratti caratteristici del western crepuscolare e che possa anche essere inserito nel filone del cinema di protesta sociale.
Anche in questa pellicola il “papà degli zombi” si lancia in una filippica molto accesa contro l’elite militare america e le alte sfere del governo.

Evans City

Evans City

In una tranquilla cittadina della Pennsylvania, Evans City, si scatena un’improvvisa ondata di follia. Cittadini che fino a quel momento erano stati assolutamente normali, appiccano una serie di incendi  apparentemente senza alcun motivo. Questi strani eventi allarmano David (Will MacMillan), il capo dei pompieri cittadini, e Judy (Lane Carroll), sua fidanzata e infermiera. La preoccupazione sale ancora di più quando gli incendiari, oltre a sfogare la loro psicosi con il fuoco, cominciano a commettere anche atti di violenza assolutamente gratuita nei confronti non solo di chi stia tentando di fermarli, ma nei confronti di chiunque. I due fanno il possibile per tentare di aiutare la popolazione, nonostante ormai non si possa fare più affidamento sulle noramli strutture

David, Judy e Clank

David, Judy e Clank

di emergenza, dato il livello di violenza raggiunto dalla popolazione. Ai due si aggiunge Clank, un pompiere che, come il suo capo David, ha avuto un passato nell’esercito. I due uomini e Judy, ingaggiano una strenua lotta per la soprivvenza, propria e dei prorpi concittadini.
La situazione sembra precipitare e in città arriva l’esercito, equipaggiato con tute anti contaminazione e con l’ordine di sparare su chiunque sia sorpreso in atteggiamenti sospetti. Si scopre che nelle vicinanze della città è precipitato un bombardiere che portava una nuova arma batteriologica chiamata “Trixie“, che aveva proprio l’effetto di agire a livello cerebrale, portando gli infetti ad avere comportamenti violenti. I militari tenteranno di reprimere con la forza i “pazzi” e di creare un cordone sanitario per impedire ai cittadini di Evans City di lasciare la propria città.

Un militare affronta una "pazza"

Un militare affronta una “pazza”

Il film proseguirà seguendo questi due filoni narrativi distinti che trattano da due punti di vita completamente diversi e antitetici lo stesso dramma. Da un lato il regista narra le vicende a volte eroiche, a volte miserrime, ma sempre estremamente umane di un gruppo di persone che tenta disperatamente di salvare la propria vita e, se possibile, di aiutare gli altri, dibatttendosi in una tela di ragno sicuramente più grande di loro. Dall’altro quelle precise, coordinate, efficaci, ma spesso disumane, di un apparato violento e repressivo che non concede nulla all’umanità dei singoli, ma ha come unico scopo quello di sopravvivere e di tenere salda la propria reputazione. La scelta di mostrare i militari sul campo quasi sempre con indosso le tute anti contaminazione, depersonalizza e deumanizza ancora di più quei personaggi, che piaiono bianchi fantasmi che si agitano sulla scena, portando avanti con determinazione e, alle volte spietatezza, il prioprio piano.
David, Judy e Clank, resisi conto che per la città non c’è più speranza, decidono di tentare la fuga e attraversare il cordone sanitario. A loro si aggiungeranno anche un padre e una figlia. Il contagio continuerà a propagarsi e a mettere in luce gli apetti più deteriori dell’animo umano. Con l’entrata in scena di Kathy e Artie, il padre e la figlia di cui sopra, Romero tocca un’altra delle sue tematiche preferite: la disgregazione del legame familiare in una società alienata come quella moderna. Il climax che ci conduce alla fine della pellicola infatti causerà anche momenti di grande tensione tra il genitore e la piccola.

I militari bruciano i corpi degli infetti

I militari bruciano i corpi degli infetti

Nel campo dei militari, intanto, il dottor Watts (Richerd France), tenta di trovare un vaccino contro il morbo. Purtroppo però viene isolato e i suoi sforzi sono considerati come un piano “B”, preferendo come ipotesi principale quella di continuare a far sorvolare la cittadina da un aereo armato con testate nucleari, pronto a sganciarle nel momento in cui la sitauzione sfugga completamente al controllo.
Come dicevo in apertura questo film ha alcune caratteristiche secondo me ascrivibili al filone western. La maggior parte delle scene sono girate all’aperto e i tre superstiti in fuga affidano alla loro padronanza delle armi le loro esigue possibilità di successo. Come sempre succede nei film di Romero però le psicologie dei personaggi sono molto profonde e non è facile comprendere quali siano gli “indiani“. A mio parere il regista ha utilizzato un linguaggio tipico del cinema americano con l’intenzione, però, di scardinarne completamente il messaggio. Al contrario di quanto accadeva cinema western classico, infatti, in “La città verrà distrutta all’alba“, non vi sono eroi: anche David, Judy e Clank, sicuramente i tre personaggi più positivi dell’intera vicenda, in alcuni momenti agiscono considerando unicamente proprie motivazioni egoistiche.
Il ritmo è buono e il film scorre gradevolmente.
Come spesso accade la versione italiana del titolo non rende giustizia a quello originale “The Crazies“, sicuramente più adatto e sensato per la vicenda narrata nel film.
Di questo film è stato fatto un remake nel 2010. Nonostante io non sia molto propenso a questo tipo di operazioni, devo ammettere che la nuova edizione di questo classico romeriano regge decisamente bene il confronto con l’originale. Anzi, per alcuni aspetti, è anche superiore. Anche perchè questa nuova versione non è una pedissequa copia dell’originale, è, invece, un nuovo film, con una trama che ricalca a grandi linee l’originale, modificandone però molti aspetti. L’aspetto scenico è molto curato, la regia di Breck Eisner brillante e di grande impatto visivo. Il remake del 2010 punta decisamente di più sull’aspetto orrorifico rispetto all’originale.

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2 thoughts on “LA CITTA’ VERRA’ DISTRUTTA ALL’ALBA

  1. SemplicementeSarah ha detto:

    Uno dei miei film preferiti

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