FENOMENO REC

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25 maggio 2014 di cinemadegenere2014

FENOMENO REC

Le schede dei due film le posterò in seguito. Ora non voglio sminuirne la grandezza con semplici dati tecnici e riflessioni tediose.
I primi due capitoli della saga “REC” sono, secondo me, semplici gioielli. Ballaguerò è riuscito a mettere in scena vicende tanto coinvolgenti quanto crude, portando lo spettatore a riflettere, come spesso accade con i film incentrati su zombi e affini, sulla pochezza della società contemporanea. Nelle due pellicole non si riesce a distinguere con precisione quali siano le vittime e quali i carnefici. Ci sono persone contagiate da una strana malattia che scatena una sorta di rabbia che li porta a dilaniare con qualunque strumento, fossero anche semplicemente le unghie, gli altri. Ma siamo proprio sicuri che siano quelli i cattivi? Forse non sono decisamente più cattivi quei loschi figuri che, per salvare il buon nome della Chiesa cattolica e proseguire le proprie ricerche, hanno permesso al “paziente 0” di vivere rifugiato in un condominio centrale di Barcellona con il rischio, poi effettivamente concretizzatosi, di diffondere la propria malattia?
I due film più che essere l’uno il seguito dell’altro, sono due punti di vista diversi del medesimo avvenimento. L’azione, come detto, si svolge in un signorile condominio barcellonese e viene narrato in “presa diretta”. In “REC” lo svolgimento della vicenda viene ripresa dalla videocamera di un operatore televisivo che, insieme alla collega giornalista, seguiranno per tutta la notte una squadra di pompieri per documentare la loro attività.

La giornalista Angela ripresa dall'operatore Pablo all'interno della stazione dei pompieri.

La giornalista Angela ripresa dall’operatore Pablo all’interno della stazione dei pompieri.

Tutto sembra tranquillo, vigili del fuoco e giornalisti sono ancora in caserma, quando arriva una chiamata che richiede il loro intervento per aprire la porta di un appartamento in cui pare sia rinchiusa un’anziana signora e dal quale provengono sinistri lamenti di dolore. Pompieri e giornalisti si recano immediatamente sul luogo, aprono la porta dell’appartamento, ma quello che si trovano davanti è uno spettacolo a cui non erano per nulla preparati. L’anziana signora è coperta di sangue e si scaglia contro i soccorritori ferendone a morte uno. I pompieri tentano di portare il ferito all’esterno, ma si rendono conto di essere stati bloccati all’interno dell’edificio poiché l’esercito ha istituito un cordone di quarantena. Lo strano morbo comincia a dilagare in un crescendo di violenza.

La prima contagiata del film

La prima contagiata del film

REC 2” inizia poco dopo la fine del primo capitolo e mette in mostra il punto di vista di un gruppo di ragazzini che si intrufolano nel condominio per cercare di capire cosa stia succedendo all’interno e di una squadra dei corpi speciali che deve verificare se vi siano ancora sopravvissuti. Nessuno dei due gruppi si aspettava di trovarsi davanti lo sfacelo che regna nell’edificio. Le vicende dei due film si fondono poiché la giornalista protagonista del primo “REC” appare poi nel secondo e si unisce ai sopravvissuti del reparto dei corpi speciali per tentare di salvarsi e debellare la causa del morbo. In “REC2”, anche grazie all’inserimento del personaggio di un prete, viene posto con ancora maggiore enfasi l’accento sul tema anticlericale. Non mi diffondo in altri particolari sulla trama e sul ruolo avuto dall’emissario del vaticano per non rovinare la sorpresa a chi non avesse ancora visto i film.

La squadra dei corpi speciali e sulla destra il Dr. Owen, l'esorcista inviato dal Vaticano.

La squadra dei corpi speciali e sulla destra il Dr. Owen, l’esorcista inviato dal Vaticano.

Come dicevo prima, nelle due pellicole non ci sono né buoni, né cattivi, ma solamente persone che agiscono sotto l’esclusivo impulso dello spirito di conservazione. I “malvagi”, rimangono ai margini della vicenda, immuni alle miserie vissute dalle persone intrappolate nel condominio. Credo che il film voglia essere una metafora per mostrare la distanza che ormai si è venuta a creare tra chi “comanda” e chi subisce le decisioni. Chiamata in causa è anche la Chiesa cattolica, fortemente stigmatizzata specie in “REC2”, per le connivenze da sempre avute con il potere.

I contagiati attaccano uno dei superstiti della squadra dei corpi speciali

I contagiati attaccano uno dei superstiti della squadra dei corpi speciali

Lo spettacolo è garantito dalla maestria tecnica di Jaime Ballaguerò, che riesce a mettere in scena un gioiello. La perenne soggettiva delle camere a mano da vivacità al film. I movimenti nervosi e disordinati, sono tanto naturali e impulsivi nella finzione scenica, quanto preparati meticolosamente ed eseguiti con perizia nella fase di lavorazione del film.
Esiste anche “REC3 La Genesi”, ma, onestamente, consiglio a tutti di fermarsi alla visione dei primi due capitoli, in attesa che alla fine dell’anno esca “REC 4 Apocalypse”, nuovamente diretto da Ballaguerò. La speranza è che faccia dimenticare lo scivolone di “REC 3” che, non diretto dal bravo catalano, ha perso forza e non mi ha convinto per nulla.

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