LA CORTA NOTTE DELLE BAMBOLE DI VETRO

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15 giugno 2014 di cinemadegenere2014

LA CORTA NOTTE DELLE BAMBOLE DI VETRO

IT – DE – YU 1971

Regia: Aldo Lado

Interpreti principali: Jean Sorel, Mario Adorf, Barbara Bach, Ingrid Thulin

Folgorante esordio alla regia di Aldo Lado, “La corta notte delle bambole di Vetro” narra le vicende che hanno visto coinvolto Gregory Moore (Jean Sorel), giornalista americano inviato a Praga.
La pellicola inizia con una bella panomarica sull’affascinante città ceca alle prime luci dell’alba. Il campo della ripresa si restringe sempre più fino ad arrivare a inquadrare un piccolo giardino, nel quale un netturbino sta svolgendo il proprio lavoro di pulizia. Questi, infastidito da una cornacchia, tenta di scacciarla a colpi di scopa e, nell’inseguirla, si imbatte nel corpo di un uomo riverso a terra. Lo spazzino, agitato per la macabra scoperta, lascia a guardia del corpo un passante sopraggiunto proprio in quel momento e corre a chiamare i soccorsi. Partono i titoli di testa, posti in sovraimpressione su una bella ripresa in soggettiva del viaggio dell’ambulanza che porta il corpo misterioso in ospedale.

Il titolo del film

Il titolo del film

Il medico di turno all’obitorio esamina sommariamente l’uomo, che poi altri non è che il Gregory Moore di cui sopra, ne stabilisce la morte e lo consegna a due infermieri al fine di catalogare i suoi effetti personali e riporlo in una cella frigorifera in attesa delle esequie. Durante l’analisi del medico, però, nasce un primo problema: nonostante il corpo del gionalista non presenti più alcun segno di vita, Gregory non è morto. La sua mente funziona perfettamente ed egli chiede mentalmente a tutte le persone che lo circondano di rendersi conto del fatto che è vivo. Resosi conto di non riuscire a comunicare in alcun modo il giornalista tenta di ricostruire tutti gli avvenimenti che lo hanno portato a trovarsi in quella penosa situazione.

Gregory, Jean Sorel, steso sul lettino dell'obitorio

Gregory, Jean Sorel, steso sul lettino dell’obitorio

I suoi problemi sono iniziati alcuni giorni prima, quando lo ha raggiunto a Praga la sua fidanzata Mira (Barbara Bach). I due hanno trascorso una piacevole giornata in giro per la città e alla sera sono stati ospiti di un ricevimento elegante, al quale hanno partecipato tutte le personalità più in vista della citta. Alla festa partecipano anche Jacques (Mario Adorf), collega ubriacone di Gregory, e Jessica (Ingrid Thulin), altra giornalista ed ex fidanzata di Moore. I due fidanzati discorrono amabilmente con gli ospiti che paiono entusiasti dell’avvenenza di Mira. I due rientrano a casa ma Gregory viene svegliato nel cuore della notte da Jacques; pare, infatti, che un noto politico si sia suicidato. Il giornalista raggiunge il collega, ma scopre che in realtà si trattava solamente di un caso di omonimia; il morto non aveva nulla da spartire con il politico eccetto il nome. Gregory rientra a casa un’altra volta e trova ad attenderlo una sorpresa molto poco piacevole: Mira pare essere scomparsa senza lasciare alcuna traccia. Ciò che preoccupa e incuriosisce l’uomo è il fatto che la ragazza pare essere andata via senza aver preso nulla, nè un vestito, nè un documento, nè la borsetta. Gregory ritiene impossibile che Mira possa essersi allontanata da casa di prorpia volontà nuda e senza alcun bagaglio.

Gregory e Mira

Gregory e Mira

Il giornalista chiama la polizia. Gli agenti che intervengono, però, sembrano non dargli ascolto e controbattono ad ogni sua affermazione quasi nel tentativo di farlo desistere dalle ricerche. A Gregory pare che i poliziotti lo vogliano convincere del fatto che Mira si sia allontanata spontaneamente, tanto che, nonostante l’evidenza, paiono non credere al fatto che la donna si sia allontanata dalla casa del fidanzato senza portare via alcun capo di vestiario o altri oggetti personali.
Gregory, disilluso dall’intervento delle forze dell’ordine, decide di intraprendere un’indagine parallela con l’aiuto di Jacques e Jessica. Nel frattempo i tre vengono raggiunti dalla notizia che ai bordi del fiume che attraversa la città è stato ritrovato il corpo di una giovane donna morta. Dalla descrizione avuta potrebbe trattarsi di quello di Mira. I due colleghi si recano, allora sul luogo per il riconoscimento. Per fortuna il cadavere non è quelllo della fidanzata di Gregory. La coincidenza tra la scomparsa di Mira e il ritrovamento del cadavere di una giovane donna mette però in allerta i due colleghi, che decidono di controllare i casi di sparizione e di omicidi di ragazze avvenuti negli ultimi anni in città. La pista imboccata è quella giusta e porterà i due, alla fine di una strada dolorosa e difficile, alla soluzione dell’enigma.

Mario Adorf interpreta Jacques

Mario Adorf interpreta Jacques

Il film ha una messa in scena molto originale, la storia che vi ho accennato per sommi capi, infatti, si dipana attraverso flashback, mentre il corpo del povero Gregory versa sempre in stato catatonico e un dottore suo amico, non convinto dal fatto che il cadavare, nonostante dovesse essere morto da molte ore, non presenta alcun irrgidimento nè calo termico, tenta qualunque esperimento per cercare  di risvegliarlo. I lunghi flashback con cui viene narrata la storia principale, sono inframezzati da inserti onirici che, come veri e propri sogni, riportano alcuni spezzoni di ciò che accadra nel prosieguo della storia inframezzati ad altre immagini “casuali“, che non troveranno poi una precisa corrispondenza in ciò che seguirà.
La regia è molto elegante e incisiva, alcune scene sono costruite con grande maestria e con una precisa conosenza dei tempi dell’azione. Inoltre la scenografia è curata con grande bravura e la cornice tetra in cui è presentata la storia aggiunge grande fascino alla pellicola. L’azione si svolge sempre in ambienti bui, anche quando l’azione si svolge di giorno e all’aperto il cielo è perennemente grigio. Ciò, insieme alla bella e languida fotografia, conferisce alla film un aspetto tetro, che amplifica il senso di disperazione ed alienazione mentale crescente provati dal protagonista.

Gregory e Jessica

Gregory e Jessica

Le interpretazioni sono degne di nota, specie quella di Jean Sorel, che dona grande credibilità al suo personaggio e rende con grande bravura la discesa agli inferi di Gregory che durante lo svolgimento della storia passa dall’essere un uomo sereno ed appagato all’essere la vittima terrorizzata e sul baratro della follia di un gioco di potere più grande di lui.
Molto forte il messaggio politico del film. Una sorta di urlo disperato contro il potere ed i detentori dello stesso, disposti a fare qualunque cosa pur di mantenere i propri privilegi. Il finale, che come d’abitudine non svelerò, contiene anche un’altra interessantissima chiave di lettura che, vista la situazione attuale, pare estremamente premonitrice.
Consigliatissimo!

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2 thoughts on “LA CORTA NOTTE DELLE BAMBOLE DI VETRO

  1. johntrent70 ha detto:

    L’incipit e il finale sono da antologia. Grandioso film!

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