CAFE’ EXPRESS

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21 giugno 2014 di cinemadegenere2014

CAFE’ EXPRESS

IT – 1980

Regia: Nanny Loy

Interpreti principali: Nino Manfredi, Marisa laurito, Gigi Reder, Lina Sastri, Adolfo Celi, Leo Gullotta

Quello di cui voglio parlarvi oggi non è un filM “degenere“, ma è un bellissimo film, anzi, secondo me, è un capolavoro.
La vicenda si svolge tutta a bordo di un treno, il notturno che da Vallo della Lucania porta alla stazione di Napoli centrale e durante un singolo viaggio.
La piccola stazione Lucana è messa in allarme da una comunicazione che arriva poco prima della partenza del suddetto convoglio e che allerta il personale della stazione circa la presenza a bordo di Michele Abbagnano (Nino Manfredi), pericolosissimo criminale che ormai da anni caffè abusivamente sui convogli FS, intimando al capotreno e agli altri di identificarlo, bloccarlo e consegnarlo all’autorità costituita per permettere alla legge di fare il proprio corso.

la squadra di ferrovieri sulle tracce di Michele

la squadra di ferrovieri sulle tracce di Michele

Quando il treno arriva in stazione il personale delle ferrovie si allerta e comincia la spietata caccia. Durante quell’interminabile notte di tregenda il “barista” abusivo non dovrà combattere unicamente contro i tutori dell’ordine, ma anche contro una piccola squadra di borseggiatori che mietono vittime tra i viaggiatori addormentati e che vorrebbero utilizzare l’Abbagnano per farsi segnalare i portafogli piuù appetibili. Altro imprevisto che complica ulteriormente la routine di Michele è la preseza a bordo di Cazzillo, figlio quattordicenne dello spacciatore di caffè, che ha deciso di abbandonare il collegio per seguire le orme paterne.
Durante il viaggio Abbagnano entrerà, come tutte le notti, in contatto con un’umanità varia, avariata, ma genuina, spaccato dell’Italia del tempo, composta da: suore, preti finti e veri, coppie fedifraghe che si danno appuntamento sui treni notturni per poter godere di qualche ora di intimità, poliziotti, marioli e gente comune, che vive vite al limite della sopportazione, ma, ormai, talmente abituata ai propri disagi da riuscire a ritagliarsi qualche piccolo spazio di felicità. Straordinario il personaggio interpretato da Gigi Reder, Antonio Cammorata, portantino ospedaliero e grande amico di Michele, che dispensa consigli all’abusivo su come curare le proprie piccole magagne di salute, ma soprattutto su come poter curare il figlio di quest’ultimo, affetto da una

Il pasto del portantino

Il pasto del portantino

qualche malattia congenita. Cammarata, appena salito sul treni e accomodatosi in uno scompartimento, appronta una tavola di fortuna sulla quale mangia la propria cena, comprensiva di fiaschetto di vino e micca di pane. Durante il pasto dell’amico, Michele si concede alcuni momenti di riposo per chiacchierare. Il loro dialogo è fulminante, più che una conversazione tra amici sembra un litigio, condito di battute, che lascia, però, trasparire tutto l’affetto che lega i due.
Altri momenti da antologia sono quelli in cui Michele racconta ai passeggeri, fornendo sempre una versione differente, della circostanza in cui ha perso il braccio sinistro. Unico elemento sempre presente nelle sue storie è il fatto che al momento dell’incidente fischiasse il vento e urlasse la bufera.
Profondissimo è il rapporto che lega padre e figlio. Abbagnano, che si scoprirà essere un orfano, tenta in tutti i modi, a costo di sacrifici immensi, di cercare di garantire al figlio un futuro migliore del suo. Inoltre il regista rimarca con grande decisione la profonda onestà di Michele, additato dalla ferrovia come nemico numero uno, perchè toglie introiti al servizio ristorante, che, però, pare tollerare i borsaioli che infestano i treni notturni. Michele non scende a patti con i ladri e per tutta la durata del film escogita sempre nuove mosse per non farsi incastrare in quel circolo perverso, nonostante le minacce.

Nichele a confronto con uno dei borsaioli

Nichele a confronto con uno dei borsaioli

La pellicola, nonostante la verve comica è uno spaccato molto amaro della società italiana, e il messaggio del regista credo sia stato quello di mosttrare come la vera solidarietà esista unicamente tra le persone e che, talvolta, la comprensione umana vada al di là dei preconcetti e dei ruoli.
E’ impressionante vedere come in un film di trentaquattro anni fa si trovino elementi di satira politica che potrebbero essere applicati al presente, senza la necessità di grossi cambiamenti. In più parti del film si trovano salaci battute contro la classe politica nostrana e contro le grandi organizzazioni internazionali. Secondo me è felicissimo il momento in cui Michele apostrofa un netturbino che porta sul cappello l’acronimo NU, come rappresentante delle Nazioni Unite, poichè, spiega le Nazioni Unite al Mezzogiorno (inteso forse più come Sud del mondo che non specificamente d’Italia) non portano altro che monnezza.
Tutta la squadra di attori è straordinaria; Nino Manfredi è bravissimo a rendere un

Nino Manfredi, Michele Abbagnano, mentre serve due caffè

Nino Manfredi, Michele Abbagnano, mentre serve due caffè

personaggio del popolo con tutto il suo carico di umanità e di dignità. Gli altri comprimari non sono da meno, oltre al già citato Gigi Reder, si distinguono Lina Sastri, che interpreta una suora che accompagna alle colonie un gruppo di bambini, Leo Gullotta, una giovane Marisa Laurito, Antonio Allocca, Vittorio Caprioli e molti altri che sarebbe troppo lungo aggiungere. Come ho già detto, infatti, tutta la squadra di attori è semplicemente straordinaria e tutti quelli che si muovono sul set offrone straordinarie prove di recitazione.
Con la recensione di questa pelllicola si apre una nuova sezione del blog, quella dedicata alla commedia. Genere, che come altri, ha dato grande splendore al nostro cinema. Purtroppo nel panorama cinematografico odierno non si riescono a trovare, se non in rarissimi casi, esempi di buona commedia. Sembra proprio che il nostro cinema abbia gettato la spugna e ciò è un vero peccato, poichè negli anni passati siamo riusciti a realizzare ottimo cienema, “degenere” e non.
Buona visione.

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3 thoughts on “CAFE’ EXPRESS

  1. unpodimondo ha detto:

    Grazie per aver aperto una sezione dedicata alla commedia… gli altri generi li frequento pochissimo! Il film credo di averlo visto in tv tanti anni fa… Dovrei riguardarlo….

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