CHI L’HA VISTA MORIRE?

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29 giugno 2014 di cinemadegenere2014

CHI L’HA VISTA MORIRE?

IT – DE 1972

Regia: Aldo Lado

Interpreti principali: George Lazenby, Anita Strindberg, Adolfo Cieli, Dominque Boschero, Piero Vida, Alessandro Haber

Dopo il folgorante esordio con “La corta notte delle bambole di vetro“, Aldo Lado ci regala un altro pregevolissimo giallo.
I titoli di testa sono in sovraimpressione sulle riprese aree di un’affollata pista sciistica. Una volat finiti i crediti la camera inquadra un pupazzo di neve e uno slittino. Una sovraimpressione ci dice che ci troviamo a Megeve nel 1969, la scritta sfuma e dai due lati dello schermo corrono verso il gelido simulacro umano una bambina dai capelli rossi e la sua tata. La piccola sale poi sullo slittino e si dirige a tutta velocità verso un gruppo di alberi. La ragazza che la sorveglia, pur non riuscendole a stare dietro, la segue. La bimba entra nella macchia, ma ad aspettarla trova una inquietante figura, vestita con antiquati abiti femminili che la zittisce mettendole una mano davanti alla bocca e la colpisce accanitamente alla testa con un grosso sasso. L’aggressore, infastidito dai richiami della tata che sta accorrendo, si affretta a ricoprire il corpicino con la neve. La ragazza, richiamata dal rumore, arriva sul luogo della tragedia. Parte un secondo spezzone di titoli di coda, mostrati in sovraimpressione sulle fotografie raccolte dalla polizia, le foto scorrono, fino a che il fascicolo non si chiude e si può leggere sulla copertina che il caso è chiuso e classificato come commesso da sconosciuti.

Fine dei titoli di coda

Fine dei titoli di coda

L’azione si sposta a Venezia, nel 1972. Nella città lagunare un padre separato, Franco Serpieri, aspetta all’aeroporto la sua figlioletta, Roberta, che si sta recando presso di lui per un periodo di vacanza. La ragazzina, infatti, normalmente vive ad Amsterdam con la madre Elizabeth (Anita Strindberg). Serpieri è interpretato da George Lazenby, l’attore australiano che, caso più unico che raro, ha dato il proprio volto al personaggio di James Bond solo per una volta nel film “Al servizio segreto di sua maestà“. Bisogna ammetere che l’attore isolano è stato tanto inefficace come agente 007, quanto invece riesce ad essere convincente nei panni di Franco Serpieri. Ma ora torniamo alla trama del film.

Padre e figlia in un momento felice

Padre e figlia in un momento felice

Padre e figlia trascorrono diversi giorni assieme e Franco, scultore di professione, porta Roberta negli angoli più suggestivi di Venezia e le fa conoscere Sarafian (Adolfo Celi), un famoso ed influente mercante d’arte, e la sua segretaria, Ginevra (Dominique Brochero), che ci pare non essere un volto nuovo. I giorni passano tranquilli fino a quando una sera Roberta va da sola al bar vicino a casa per comprare un gelato. Alle spalle della bambina vediamo comparire la strana figura che avevamo già visto in azione a Megeve. Per fortuna il provvidenziale intervento di un amico giornalista di Franco mette in allarme l’assassino che fugge rinunciando ai propri turpi propositi. Purtroppo però la condanna per la bambina è solamente rimandata, il giorno seguente, infatti, Roberta rimane a giocare in strada con alcuni bambini mentre Franco si intrattiene con la sua nuova fidanzata. Quando il padre va a riprenndere la bambina però non la trova più e nota che anche tutti gli altri bamnini non ci sono più. Il padre, roso dal senso di colpa si lancia in una ricerca disperata. Purtroppo, però, tutti i suoi sforzi saranno inutili e il giorno seguente il corpo esanime della bambina riaffiorerà in uno dei canali.

Anita Strindberg eè Elizabeth Serpieri

Anita Strindberg eè Elizabeth Serpieri

La disgrazia farà riavvicinare Franco ed Elizabeth che, appresa la notizia si è affrettata a tornare a Venezia. L’uomo, non soddisfatto dal lavoro della polizia, inizia a seguire una propria pista, suggeritagli dal suo amico giornalista che ricordava che poco tempo prima un’altra bambina con i cappelli rossi era stata uccisa in città. Serpieri comincia così la propria indagine personale che lo porterà a scoprire una verità scottante e che costringerà l’assassino a lascirsi dietro una lunga scia di sangue nel tentativo di fermare lo scultore.
Il film è ben costruito, l’atmosfera grigia e misteriosa di una Venezia invernale è molto suggestiva e cala lo spettatore nella giusta ambientazione. Una location simile sarà usata alcunia nni più tardi da Antonio Bido per il suo “Solamente Nero” che però, invece di usare come location principale Venezia, sarà girato in massima parte a Murano.
Come ho accennato prima parlando di Lazenby, gli attori sono tutti convincenti. Anita Strindberg interpreta con la consueta professionalità il proprio ruolo, Adolfo Celi dà grande personalità a Sarafian e un giovane Alessandro Haber, pur relegato in un ruolo con poche pose, fa intuire tutte le proprie capacità drammatiche.

Adolfo Celi è Sarafian

Adolfo Celi è Sarafian

La trama è convincente e, nonostante qualche salto logico nel finale, regge bene la storia che si dipana scorrevolmente dall’inizio alla fine della pellicola.
La regia è ispirata e alcuni espedienti, come quello di mostrare la soggettiva del killer attraverso la veletta, sono davvero efficaci.

Il luogo del primo omicidio

Il luogo del primo omicidio

Grande valore aggiunto viene dato alla pellicola dalle musiche di Ennio Morricone che, ancora una volta, si rivela essere uno straordinario talento musicale.
Buona visione!

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