THE GAME – NESSUNA REGOLA

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12 luglio 2014 di cinemadegenere2014

THE GAME

USA 1997

Regia: David Fincher

Interpreti principali: Micheal Douglas, Sean Penn, Deborah Kara Unger.

Funambolica pellicola di David Fincher, “The Game“, narra le peripezie vissute da Nicholas Van Orton, interpretato da un intensissimo Micheal Douglas, incastrato in un gioco perverso da suo fratello Conrad (Sean Penn).
I due fratelli sono gli ultimi rampolli di una ricchissima famiglia di San Francisco e hanno caratteri molto diversi. Mentre Nicholas ha messo a frutto tutta l’esperienza di famiglia nell’arte di fare soldi, dirigendo con polso deciso e grande bravura l’impero economico che si è ritrovato dopo il suicidio del padre; Conrad ha preferito dilapidare buona parte del suo lascito con festini e altri intrattenimenti per adulti. I fratelli sono legati da profondo affetto, però, le differenze dei loro caratteri fanno in modo che si frequentino raramente.

I fratelli Van Orton a cena

I fratelli Van Orton a cena

Nel giorno del quarantottesimo compleanno di Nicholas, però, il suo fratellino si palesa e i due cenano assieme. Per festeggiare il genetliaco Conrad regala al fratello un buono per partecipare ad uno dei giochi allestiti dalla CRS, azienda specializzata nell’allestimento di complicati giochi di ruolo. Nicholas, seppur riluttante, si reca presso gli uffici della società e, dopo aver sostenuto un colloquio con il vice presidente, si sottopone alla visita preliminare. Dopo una lunga serie di analisi e test psicologici, però, Van Orton viene scartato.

Micheal Douglas è Nicholas Van Orton

Micheal Douglas è Nicholas Van Orton

Da questo momento la vita di Nicholas sarà destabilizzata da una serie di eventi traumatici e ben presto il mago della finanza dovrà accettare il fatto che, nonostante quanto gli è stato detto dal vice presidente della CRS, il suo gioco è iniziato. A condividere le peripezie del finanziere è Christine, interpretata dalla sempre brava e glaciale Deborah Kara Unger, una cameriera decisamente poco professionale, incontrata da Nicholas nel suo ristorante preferito. Nicholas dovrà arrivare ai limiti della resistenza umana, per poter risolvere il mistero in cui questa fantomatica società lo ha precipitato e riuscire a trovare un nuovo legame con la propria vita.

Micheal Douglas e Deborah Kara Unger

Micheal Douglas e Deborah Kara Unger

La pellicola è girata con ritmo serrato e con la solita maestria da David Fincher che confeziona un thriller ricco di tensione e con importanti risvolti psicologici. La regia è sempre di altissimo livello e tutto il film è confezionato con grande eleganza e bravura. Anche “The Game“, come quasi tutti i film di Fincher, è girato principalmente di notte, in ambienti con poca luce e con una costante predominanza del colore nero. Magistrale la scena in cui la dimora di Van Horton viene vandalizzata e, al suono di “White Rabbit” dei “Jefferson Airplane“, fortissime luci blu illuminano l’ambiente imbrattato da graffiti di colori fluorescenti. Quel pandemonio cromatico che scardina con tanta forza la precedente e successiva predominanza del colore nero, tratteggia con grande efficacia il momento in cui il labile equilibrio mentale di Nicholas crolla definitivamente. Altro momento particolarmente felice del film, è la scena in cui Nicholas, dopo aver raccolto dallo zerbino di casa un inquietante pupazzo a forma di clown, trova nella bocca della marionetta una chiave che reca il simbolo della CRS e inizia un dialogo con lo speaker del notiziario che gli illustra gli aspetti salienti del gioco. Il pupazzo raccolto da Van Orton ha una certa somoglianza con quello utilizzato da Dario Argento in “Profondo Rosso“, citazione o semplice coincidenza?

Nicholas alle prese col pupazzo misterioso

Nicholas alle prese col pupazzo misterioso

Tutti gli attori sono in grandissima forma. Micheal Douglas tratteggia con decisione e professionalità il ritratto di un ricco uomo d’affari senza scrupoli che è abituato ad usare gli altri per raggiungere i propri scopi. L’attore è anche molto bravo a interpretare i vari cambiamenti che si agitano nel’animo del suo personaggio e che lo portano dall’essere un capo deciso e crudele ad essere un fuggiasco spaventato e che deve lottare ogni momento per la propria sopravvivenza. Sean Penn, pur avendo poche pose nel film, si distingue per la qualità che da alla sua interpretazione. Pur senza recitare sopra le righe, riesce a dare corpo e viso ad un personaggio che è molto sopra le righe. Intensissimo il momento in cui i due fratelli litigano, accusandosi l’un l’altro di essere pedine nelle mani della CRS. Deborah Kara Unger è quella che si deve misurare con il personaggio più difficile, per non svelarvi troppo della trama non mi posso addentrare maggiormente nella descrizione della sua interpretazione. Mi limito solamente a dirvi che l’attrice canadese da una grandissima prova recitativa.
Il film indaga con grande acutezza alcuni degli aspetti più deteriori dell’animo umano. I personaggi che mette in scena sono, per lo più, negativi, lo stesso Nicholas Van Orton, “eroe” del film è un misantropo attaccato al proprio lavoro, disposto a tutto pur di fare soldi. Il fratello Conrad è un debosciato e così via. In questa pellicola però Fincher, pur proseguendo con la sua analisi spietata dell’umanità iniziata con “Seven“, lascia ancora uno spiraglio aperto, lascia ancora intendere che, nonostante tutti i difetti e aberrazioni, l’uomo può ancora intraprendere un cammino che lo porti alla salvezza. Spiraglio che, invece, si chiuderà inesorabilmente in “Fight Club“, film successivo del regista, in cui il nichilismo di Fincher, unito a quello dell’autore del romanzo da cui è tratto il film Chuck Palanhiuk, porterà allo spettatore un messaggio decisamente più disperato e “disperante”.
Buona visione!

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4 thoughts on “THE GAME – NESSUNA REGOLA

  1. Angela ha detto:

    Proprio un gran bel “game” filmico… Un aspetto che mi pare importante è il tema del superamento del lutto (vissuto dai due fratelli da piccoli): la proposta di Fincher è come dovrebbe essere una buona psicoterapia: lucida e impietosa, che non lascia scampo ma guarisce aprendo il bubbone fino in fondo…

  2. edoardoromanella ha detto:

    Bel film e bella recensione……adoro il cinema di David Fincher

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