MANIAC

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9 dicembre 2014 di cinemadegenere2014

MANIAC

USA – 1980

Regia: William Lusting

Interpreti principali: Joe Spinnell, Caroline Munro, Gail lawrence, Kelly Pieper

Fortemente voluto dall’attore protagonista Joe Spinnell, anche autore della sceneggiatura, questo piccolo e perverso film narra la storia di Frank (Joe Spinnell), spietato serial killer che caccia le proprie prede in una New York resa livida e inquietante dalla sapiente ed energica regia di William Lustig.
La pellicola è un giusto compromesso tra lo slasher tradizionale e il film di taglio “documentaristico”; come nel caso di “Henry pioggia di sangue” anche in questa pellicola le gesta dell’assassino sono mostrate senza filtri né da un punto di vista coreografico né da un punto di vista morale. Però nel caso di “Maniac” oltre alla meccanica azione omicidiaria è riservato un rilevante spazio anche alla psiche del protagonista. Il regista, infatti, mette in scena diversi dei deliri vissuti dal protagonista che, a differenza di Henry, precipita sempre più nella sua psicosi andando incontro ad un forte processo involutivo. Henry, invece, è un personaggio granitico, già abituato ad uccidere che non conosce momenti di esitazione o parossismi.

Joe Spinell è Frank

Joe Spinell è Frank

Ciò che a mio avviso rende interessante tale pellicola è proprio questo connubio di stili. Il minimalismo documentaristico è mitigato da una messa in scena iper-violenta di grande impatto visivo, corroborata da alcune interessanti digressioni deliranti. Gli effetti speciali sono curati dal sempre efficiente e truculento Tom Savini che si ritaglia un piccolo cameo applicando su se stesso il più truculento trucco del film.
Ma ora veniamo alla storia.
Frank è un uomo solo che condivide il suo appartamento con una piccola comunità di inquietanti manichini con sembianze femminili che hanno sul capo strane capigliature fissate attraverso chiodi. Dopo aver conversato con le sue amiche artificiali Frank esce

Frank fissa una delle sue acconciature

Frank fissa una delle sue acconciature

dall’appartamento e cerca compagnia tra le braccia di una prostituta. La giovane lo conduce in una stanza d’albergo e li l’uomo, dopo aver rifiutato i contatti fisici con la donna, la aggredisce, la strangola e gli asporta lo scalpo. Dopo aver assistito a questa scena nella mente dello spettatore inizia a balenare la possibilità che le particolari acconciature dei manichini di Frank possano essere scalpi di altre vittime. Questo dubbio più che fondato viene confermato dalla scena successiva, durante la quale l’uomo rientra a casa con un nuovo manichino al quale fa indossare gli abiti della sua vittima e sul quale applica lo scalpo della malcapitata prostituta.
La caduta nel delirio psicotico del protagonista continua a velocità folle. Una coppia che si apparta a bordo dell’autostrada viene massacrata a colpi di fucile. L’esecuzione dell’uomo, interpretato dal sardonico Tom Savini, è il momento più agghiacciante del film e conferma il fatto che il re degli effetti speciali splatter si diverte terribilmente a provare le sue creazioni più cruente su di sé.

Tom savini nei panni della vittima

Tom savini nei panni della vittima

Durante una passeggiata nel parco Frank viene casualmente immortalato da una fotografa, Anna D’Antoni (Caroline Munro). L’assassino si accorge di essere stato fotografato, riesce a scoprire l’identità della donna e la rintraccia. Mostrando il suo secondo volto, quello di un tranquillo uomo di mezza età, riesce ad entrare in confidenza con lei e a iniziare un rapporto di amicizia. Questa parentesi, invece di calmare le sue folli passioni le spinge allo spasimo. Con uno stratagemma si avvicina ad un’amica di Anna e la uccide. Durante l’omicidio l’uomo delira e spiega, in un folle dialogo con la donna quale sia il motivo scatenante delle sue pulsioni violente. La spinta ad uccidere gli deriva da un conflitto irrisolto con la madre prostituta.

Frank e Anna

Frank e Anna

La follia di Frank giunge all’apice e in un crescendo delirante la vicenda si avvia verso un finale inaspettato e cruento.
Il film si poggia su due pilastri fondamentali, la recitazione e le particolari sembianze di Joe Spinell, e la regia energica e ispirata di William Lustig. I due riescono a confezionare una vicenda non particolarmente originale in maniera estremamente accattivante e inconsueta. La New York livida e delirante di Lustig è estremamente affascinante. La messa in scena sopra le righe, con esplosioni di violenza eccessiva, cattura lo spettatore accompagnandolo nella vertiginosa discesa nell’abisso della mente dell’assassino. I dialoghi tra Frank e la defunta madre sono molto efficaci, così come il suo rapporto con in manichini che affollano il suo appartamento. Inoltre alcune scene apparentemente “paranormali” ritraggono con grandissima efficacia la mente malata del protagonista.
Film per stomaci forti, ma sicuramente consigliato!

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