SUSPIRIA

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28 dicembre 2014 di cinemadegenere2014

SUSPIRIA
IT 1977
Regia: Dario Argento

Interpreti principali: Jessica Harper, Stefania Casini, Flavio Bucci, Miguel Bosè, Barbara Magnolfi, Alida Valli

Quella che vi vado a proporre sarà una recensione un po’ atipica. Ritengo che su questo film siano già stati scritti miliardi di articoli analitici e migliaia di volumi critici, da persone sicuramente più qualificate di me, sui quali sia possibile trovare tutte le informazioni tecniche che si vogliono. Io voglio sottolineare il lato emozionale della pellicola, parlarvi di quali sentimenti scaturiscano in me quando guardo questo innegabile capolavoro e perché, ogni volta che lo riguardo, nonostante conosca la storia a memoria, io rimanga incollato alla poltrona a rimirare lo schermo in estatica ammirazione.

L'ingresso dell'accademia di danza

L’ingresso dell’accademia di danza

La mia storia d’amore con Suspiria nacque una sera di diversi anni fa: ero un ragazzino fortemente attratto dalle pellicole horror e, soprattutto, terribilmente curioso di vedere i “proibiti” film di Dario Argento. Stiamo parlando della metà degli anni ’90 quando il Darione nazionale era ancora un “pezzo da novanta” del nostro cinema e io, come del resto tutti i miei coetanei appassionati di cinema del mistero, avevo passato l’infanzia sentendo i grandi favoleggiare circa le pellicole paurosissime realizzate dall’allampanato regista romano. Finalmente riuscii a “incontrare” il maestro romano guardando il suo film più famoso, “Profondo Rosso”, che mi impressionò e piacque moltissimo, ma che mi lasciò anche un po’ di amaro in bocca: ero sempre vissuto nell’illusione che si trattasse di una pellicola horror e lo scoprire che, invece, si trattava di un giallo fece crescere in me una poco di disappunto. Il film comunque mi piacque moltissimo e decisi di continuare la visione dei film di Dario Argento. Qui arriviamo all’incontro che fece sbocciare il mio profondo amore per il regista romano, quello, appunto, con Suspiria.
Era estate, me lo ricordo benissimo, e un mio caro amico era riuscito a mettere le mani su una copia in VHS del “capolavoro”. Abitavamo nello stesso palazzo e durante la pausa estiva avevamo l’abitudine di passare lunghe serate assieme, guardando film o chiacchierando. Di solito le due cose andavano di pari passo, la visione di un bel film era, infatti, un ottimo stimolo per le chiacchiere. La sera in cui guardammo Suspiria, però, l’atmosfera fu completamente differente. Fin dai titoli di coda fui affascinato dalla colonna sonora dei Goblins, il mio interesse crebbe sempre di più con il proseguire del film. Il viaggio di Suzy verso l’accademia, con quella magistrale inquadratura tra gli alberi che in

Suzy in taxi

Suzy in taxi

un primo momento fa sembrare che i fari dell’auto in avvicinamento siano una persona con un torcia in mano che si aggira nel bosco. La ragazza che esce dall’accademia durante la tempesta e grida qualcosa d’incomprensibile, prima di fuggire sotto la pioggia; la corsa della stessa ragazza nel bosco mentre Suzy torna indietro sempre a bordo del taxi, mi stregarono, mai definizione fu più adatta a tale film, e fecero sì che il mio interesse crescesse sempre più, fino ad arrivare alla magistrale scena del primo omicidio, costruito con occhio magistrale e in un’ambientazione surreale e affascinante, dove giochi di luci ed ombre non sono solo parte dell’ambientazione, ma paiono quasi essere un protagonista dell’azione scenica, tanta è la loro bellezza e importanza per la

Il primo omicidio

Il primo omicidio

riuscita della scena. Dopo questa introduzione cupa il tono del film sembra diventare più lieve, Suzy giunge all’accademia in un a limpida giornata di sole, ma l’arrivo della polizia che sta indagando sulla morte della ragazza fuggita e trovata cadavere crea tensione. Tensione che aumenta ancora quando la nuova arrivata fa conoscenza con le sue compagne di corso che si rivelano essere quantomeno poco accoglienti. Suzy fa conoscenza unicamente con Sarah, l’unica ragazza che sembra aver conservato un minimo di umanità. La prima sera che Suzy è costretta a trascorrere presso l’accademia una strana invasione di larve turba il tram-tram delle educande, che si vedono costrette e dormire tutti insieme in una delle sale di prova della scuola. Questa è un’altra delle scene memorabili del film, uno dei momenti che fin da quella prima sera mi hanno tenuto incollato alla poltrona. L’area in cui dormono le educande è divisa, tramite un telo, da quella in cui riposano le insegnanti. Nel momento in cui viene spenta la luce tutto è illuminato da una potente luce rossa, che conferisce un’aria onirica alla scena. Tale illuminazione permette di scorgere in controluce ciò che accade nell’area riservata ai docenti. Si intravede una strana figura che con movimenti innaturali si sdraia a letto e poi comincia a diffondersi nell’aria un roco ansimare. Vuoi per le luci magistralmente impiegate, vuoi per quel roco respiro, io rimasi impressionato, estremamente, da quella scena.

Il dormitorio di fortuna

Il dormitorio di fortuna

Mi rendevo conto che non vi era nulla di particolarmente pauroso, però mi suggestionò e tutt’ora mi continua a suggestionare, probabilmente perché mette in scena alcune delle paure ancestrali dell’uomo. Non proseguo con il racconto della vicenda per non rovinare la visione a chi ancora non l’avesse visto. Dico solamente ancora che durante tutto lo svolgimento del film provai forti emozioni, mi sentii davvero trasportato in una sorta di dimensione parallela, provando un coinvolgimento emotivo che pochi film sono riusciti a darmi.

Altro punto di vista del dormitorio di fortuna

Altro punto di vista del dormitorio di fortuna

Dopo quella volta ho rivisto diverse volete “Suspiria ed ogni volta che riguardo il capolavoro di Dario Argento noto sempre qualche particolare sfuggito nelle precedenti visioni. Mi è capitato, ad esempio, di rivedere la pellicola pochi giorni fa insieme alla mia compagnia e mi sono accorto che quando il personaggio interpretato da Stefania Casini lascia la stanza di Susy, addormentata profondamente a causa delle droghe che le sono state somministrate, per inseguire il rantolo della direttrice, il regista, dopo aver acceso la scena con una luce verde, muove la camera da presa in modo che l’azione si veda attraverso una lampadina spenta dalla protagonista. Per alcuni secondi la resistenza di tungsteno è ancora incandescente e impalla la protagonista, quando, però, la luminescenza si esaurisce si vede la scena distorta in maniera estremamente affascinante.

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2 thoughts on “SUSPIRIA

  1. lupokatttivo ha detto:

    Secondo me il miglior film di Dario…. Meglio anche di profondo rosso. La cuoca rumena della cucina col coltellaccio in mano e’ storia del cinema 😀

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