SETTE ORCHIDEE MACCHIATE DI ROSSO

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11 gennaio 2015 di cinemadegenere2014

SETTE ORCHIDEE MACCHIATE DI ROSSO

IT – 1971
REGIA: UMBERTO LENZI
INTERPRETI PRINCIPALI: Antonio Sabàto, Uschi Glas, Rossella Falk, Marisa Mell, Marina Malfatti, Franco Fantasia

Una prostituta e si apparta con un cliente e viene massacrata dal medesimo a suon di bastonate. La polizia ritroverà sul corpo della malcapitata uno strano oggetto a forma di mezzaluna. Gli inquirenti, però, non danno molta importanza a tale reperto. L’oggetto ritornerà a interessarli quando ne ritroveranno uno identico sul corpo di un’altra donna assassinata, Kathy Adams (Marina Malfatti), artista stravagante e adusa a frequentare un mondo ben diverso da quello della prima vittima. Gli investigatori non riescono a trovare un nesso tra le due vittime e il loro sbalordimento cresce ancora di più quando il

Giulia

Giulia

temibile omicida tenta di uccidere Giulia (Uschi Glas) durante il viaggio di nozze. Gli inquirenti fanno credere che la donna sia morta, nonostante si sia salvata miracolosamente dall’assalto dell’assassino, per confondere il ricercato e tentare di tendergli un tranello. Il marito di Giula, Mario, interpretato da un ottimo Antonio Sabàto, si lancia anima e corpo nelle indagini. Giulia e il marito trovano una pista che sembra potergli fornire qualche indizio circa l’identità del misterioso assassino: la donna fino ad alcuni anni prima era stata la proprietaria, insieme alla famiglia, di un albergo sulla costa toscana e sembra aver riconosciuto lo strano oggetto che l’assassino lascia sui corpi delle vittime, come il portachiavi di un cliente abituale. Dopo le prime ricerche Giulia e Mario scoprono che anche le altre due vittime erano presenti nell’albergo nello stesso periodo in cui c’era anche il proprietario dello strano portachiavi. La prima vittima, la prostituta, prima di intraprendere una carriera nel mestiere più antico del mondo era stata cameriera nell’albergo e l’artista era stata un’ospite. Il due si mettono sulle tracce delle altre donne presenti nell’hotel e cercano, in base ai pochi indizi a loro disposizione, di dare un volto all’assassino. Prima che riescano

Giulia e il marito Mario

Giulia e il marito Mario

a fermarlo, però, il mostro mieterà ancora molte vittime.
Il film rispecchia in toto gli stilemi tipici del giallo italiano del periodo e Lenzi, nonostante non sia in stato di particolare grazia, riesce a confezionare una pellicola energica e molto gradevole. Lo stile non è particolarmente ricercato, ma la regia è efficace e costruisce le scene con mano esperta. La messa in scena di alcuni omicidi è molto particolare, specie considerando l’anno di produzione della pellicola, e prefigurano alcuni dei tratti distintivi che saranno propri di un filone horror, lo slasher, che spopolerà durante gli anni ’80, specie oltreoceano. Una di queste scene è quella d

L'omicidio con il trapano

L’omicidio con il trapano

ell’omicidio di una delle ospiti dell’albergo della famiglia di Giulia commesso con un trapano. L’uso di oggetti della vita quotidiana che non sono armi a tutti gli effetti, sarà proprio una caratteristica tipica dello slasher, genere nel quale gli assassini si sbizzarriranno utilizzando qualunque tipo di strumento per seminare morti violente e “spettacolari”.
Buonissima la prova del cast. Antonio Sabàto tratteggia con efficacia il ruolo di marito premuroso e investigatore determinato, senza però scivolare in tediosi machismi. Uschi Glas interpreta con la giusta energia e sensibilità il ruolo di Giulia. Sotto l’attenta regia di Lenzi l’attrice riesce a recitare con diversi registri, essendo credibile sia nei momenti di paura successivi all’aggressione sia quando riprende coraggio e diventa cacciatrice implacabile del proprio assassino. Una menzione speciale va a Rossella Falk che tratteggia con maestria il ruolo di una donna con problemi mentali e che da una prova di grande forma fisica rimanendo almeno un minuto con il viso sott’acqua tenendo gli occhi sgranati.
In riassunto si può dire che il film di lenzi sia un esempio molto godibile di giallo italiano. Consigliato a tutti, amanti de genere e no.

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