LIBERACI DAL MALE

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25 gennaio 2015 di cinemadegenere2014

LIBERACI DAL MALE
USA: 2014
REGIA: Scott Derrickson
Interpreti principali: Eric Bana, Edgar Ramirez, Olivia Munn, Joel McHale, Sean Harris

Scott Derrickson continua a trattare quello che sembra essere il suo tema preferito: la possessione demoniaca. Dopo aver narrato le vicende della posseduta Emily Rose ne “L’esosrcismo di Emily Rose”, quelle del demone mangia bambini Bughuul in “Sinister”, il regista del Colorado ci narra le vicende di un investigatore della polizia di New York, Ralph Sarchie (Eric Bana), che si trova a dover indagare su una serie di delitti particolarmente efferati che nascondono una matrice demoniaca.

Eric Bana è Ralph Sarchie

Eric Bana è Ralph Sarchie

Il film si apre con un esterno notturno di una piccola oasi del deserto iracheno. Un drappello di soldati americani deve distruggere una postazione nemica che si trova tra le palme. I militari a stelle e strisce superano le difese avversarie e durante la perlustrazione del sito si imbattono in un’antica costruzione. Per non corre il rischio di lasciare nemici vivi alle proprie spalle decidono di entrare e perlustrare la struttura. Aperta la porta si trovano di fronte una ripida e buia scala che conduce sotto terra. I militari accendono le lampade fissate sulle armi e cominciano la discesa. Una volta giunti al fondo della scalinata davanti a loro si apre uno spazio piuttosto largo che sembra dedicato ad un qualche culto antico. Le luci si spengono, i militari cominciano a gridare e la scena si sposta nello spazio e nel tempo.
Sono passati quattro anni dalla notte irachena, la scena è sempre in notturna, ma ora siamo a New York e piove a dirotto. Un paramedico oltrepassa un cordone di polizia e si avvicina ad un uomo inginocchiato per terra che stringe qualcosa tra le braccia. Il sanitario dice all’altro uomo, che capiamo essere un poliziotto, di spostarsi per permettergli di compiere il proprio lavoro. Dopo una rapida occhiata al paziente, però, il paramedico stabilisce che non c’è più niente da fare. Il poliziotto, Sarchie, rimane immobile, impietrito a guardare il corpicino esanime del neonato che ha trovato abbandonato in un cassonetto dei rifiuti.
Poco dopo lo stesso agente riceve, insieme al collega Butler (Joel McHale), una

Sarchie e il collega Butler

Sarchie e il collega Butler

chiamata per una rissa domestica. I due intervengo e a fatica riescono a riportare a più miti consigli un ex marine che picchiava moglie e figlia. Dopo aver portato l’uomo alla centrale i due agenti sono chiamati allo zoo del Bronx, dove una donna ha gettato il proprio figlio nel recinto dei leoni. Per fortuna al momento dell’incidente la gabbia era vuota per manutenzione. Quando arrivano sul luogo Sarchie e Butler sono informati dagli agenti presenti che la donna deve essere ancora nello zoo poiché non è stata vista uscire. I poliziotti si mettono alla ricerca e in poco tempo Sarchie riesce a trovare la donna che farnetica parole senza senso e scava la terra a mani nude. Il poliziotto la porta verso l’ingresso principale dello zoo, dove sono i colleghi. Qui i poliziotti si accorgono che all’interno dello zoo non era rimasta solamente la donna, ma anche l’imbianchino che si stava occupando di ridipingere lo spazio dedicato ai leoni. Basta uno sguardo per far capire ai poliziotti che l’uomo ha qualcosa che non va. Li guarda immobile, con gli occhi spiritati e il viso coperto da striature di sangue. Gli agenti gli intimano di fermarsi ma l’uomo si dilegua. Per Sarchie e il collega questo sarà solamente l’inizio, i due, infatti, si imbatteranno nel cadavere semi

Il cadavere decomposto

Il cadavere decomposto

decomposto del collega dell’imbianchino dello zoo e in diversi altri avvenimenti misteriosi che li porteranno a scontrarsi con un tipo di malvagità con la quale non avevano mai avuto a che fare. Nella lotta contro il demoniaco i due poliziotti avranno come alleato Padre Mendoza, un esorcista molto particolare che era il padre spirituale della donna che ha gettato il proprio figlio nella gabbia dei leoni. Dalla lotta non saranno risparmiate nemmeno la moglie (Olivia Munn) e la figlia di Sarchie.
Scott Derrickson come al solito dirige bene il film. Crea momenti di tensione piuttosto forte, usa con la solita maestria le luci e le ombre. Memorabile in questo senso è la scena in cui i due poliziotti rinvengono in uno scantinato buio e zeppo di oggetti accatastati il

Santino

Santino

cadavere del collega di Santino, l’imbianchino, che una volta portato alla luce esplode facedo fuoriuscire tutti gli insetti che lo stavano divorando. I personaggi sono ben delineati e gli interpreti recitano bene. Bana è molto bravo a dare un volto credibile a Sarchie, personaggio difficile da interpretare per la possibilità di cadere nella doppia caricatura di poliziotto tutto muscoli o di invasato del paranormale. L’attore autraliano, invece, recita tenendo un basso profilo, non calcando mai le espressioni e recitando con naturalezza. Anche Ramirez da una buona prova di attore, anche se il suo personaggio mi è parso un po’ troppo stereotipato e non troppo efficace. L’esorcista ex tossico, belloccio e muscoloso che già dopo aver preso i voti proprio per lasciarsi alle spalle l’ero, torna a bucarsi e contemporaneamente mette incinta una ragazza su cui aveva praticato esorcismo che decide di abortire, secondo me avrebbe dovuto essere un personaggio animato da un forte conflitto interiore. In realtà padre Mendoza riesce a tenere a freno la propria vita decisamente border-line attraverso un robusto regime alcolico e il

Padre Mendoza

Padre Mendoza

fumo di numerose sigarette. Sinceramente, come detto in precedenza, questa mi pare una caratterizzazione un po’ deboluccia. Questo è secondo il primo di due passi falsi commessi da Derrickson in questo film, peraltro diretto benissimo e di grande godibilità. Il secondo “errore” è, secondo me, figlio del primo: ovvero il regista, contrariamente al suo solito, ha voluto conferire alla pellicola un tono troppo “fighetto”. Rispetto a “Sinister” o a “L’esorcismo di Emily Rose”, dove tutto era molto realistico e i personaggi sembravano persone vere, in questa ultima fatica del cineasta Colorado l’atmosfera è diventata decisamente più “cinematografica”. Tutti i personaggi sono bellocci, muscolosissimi e tatuatissimi, prete compreso. Secondo me se avesse deciso di affidare la storia a personaggi più “realistici” le belle atmosfere cupe della pellicole ne avrebbero guadagnato moltissimo.
La vicenda è tratta dall’autobiografia di Ralph Sarchie, vero ex agente della polizia di New York, che dopo aver sperimentato la violenza in prima persona per più di vent’anni si è fermamente convinto dell’esistenza del demonio e della possibilità di combatterlo.

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