IL POZZO E IL PENDOLO

2

22 febbraio 2015 di cinemadegenere2014

IL POZZO E IL PENDOLO
USA: 1961
REGIA: Roger Corman
INTERPRETI PRINCIPALI: Vincent Price, John Kerr, Luana Anders, Barbara Steele

Roger Corman dirige con mano felice un delizioso film tratto dall’omonimo racconto di Poe. La trama della pellicola si discosta in modo significativo dall’originale cartaceo che, nella sua forma originale, sarebbe stato impossibile da trasporre in forma filmica. Sullo schermo possiamo seguire le vicende di Francis Barnard (John Kerr), nobile inglese, che si reca presso la dimora di Don Nicholas Medina, un superlativo Vincent Price, per indagare circa la morte della propria sorella andata in sposa diversi anni prima al nobiluomo spagnolo. L’aristocratico britannico trova un’accoglienza non molto calda, il maggiordomo non gli permette di accedere alla magione. L’intervento di Caterina, sorella di Don Medina, che riconosce in Francis il fratello della defunta cognata Elizabeth (Barbara Steele), apre le porte del castello all’ospite.

Don medina e Francis

Don medina e Francis

I rapporti tra Barnard e la famiglia Medina non cominciano nel migliore dei modi: Nicholas sostiene che Elizabeth sia morte a causa di una misteriosa infezione del sangue, ma questa spiegazione non sembra soddisfare Francis. Ad alimentare ancora di più i sospetti di quest’ultimo interviene il dottor Charles Leon, amico intimo di Don Medina e medico di famiglia, che sostiene invece che Elizabeth sia morte a per arresto cardiaco. Francis, infuriato, mette alle strette Nicholas e dopo alcune resistenze fa confessare al nobile quale sia stata la causa dell’attacco di cuore avuto dalla sorella. Il nobile spiega al cognato che Elizabeth sia rimasta impressionata alla vista della stanza della stanza delle torture presente nel castello. In quell’antro il padre di Don Nicholas e di Caterina, grande inquisitore, aveva inflitto atroci sofferenza a centinaia di presunti eretici. Elizabeth, entrata per caso in quella maledetta stanza e venuta a conoscenza dei misfatti che vi si erano consumati, era rimasta terribilmente impressionata, tanto che il cuore non aveva retto all’emozione. Al termine del racconto Don Medina si accascia e sarà sua sorella Caterina a raccontare

Don Nicholas ed Elizabeth

Don Nicholas ed Elizabeth

a Francis il motivo di tanto dolore. La donna racconta che il fratello nutriva un amore profondo per la moglie e che non riesce a perdonarsi di aver dimenticato la stanza delle torture aperta. Inoltre il dolore di Don Medina è accresciuto dal fatto che in quel maledetto antro quando era solamente un bambino aveva visto il padre, un pazzo sanguinario, uccidere la moglie e il proprio fratello, accusandoli di essere amanti. Finito il racconto si avverte il suono di un clavicembalo provenire dalla stanza della musica. Don Nicholas si risveglia e sostiene che riconosce in quel suono lo stile della defunta moglie. Tutti si precipitano nella direzione da cui proviene la musica, ma arrivati in prossimità dello strumento musicale non trovano nessuno, solamente un anello appartenuto ad Elizabeth. Il mistero si infittirà sempre più e questo sarà solamente il primo dei numerosi fatti inspiegabili che si verificheranno tra le mura del castello e che porteranno, dopo numerosi colpi di scena, a scoprire quale verità si celi dietro la morte di Elizabeth.
Il film si basa sulla capacità di Roger Corman di dirigere storie gotiche con mano esperta e sulle grandiose interpretazioni di Vincent Price, sempre magnifico in ruoli tragici, e di Barbara Steele, vera regina del gotico. Il regista, sempre a proprio agio tra castelli fatiscenti, sotterranei e ragnatele, porta sullo schermo una pellicola gradevolissima e che mi affascina ogni volta che ho l’occasione di rivederla. Devo ammettere di essere un po’ di parte poiché, mentre Corman si trova a proprio agio nel dirigere pellicole gotiche, io sbavo nel vedere vecchi film horror con candele, personaggi in calzamaglia e vestiti stravaganti, ragnatele e tutti i vari ammenicoli tipici del gotico. Se, in aggiunta, c’è anche Vincent Price che gigioneggia amabilmente, il gioco è fatto. Al di là dei miei gusti personali il film di cui stiamo palando è sicuramente gradevole ed è un altro ottimo esempio di come si possa costruire un bel film d’atmosfera, con buoni

Titoli di testa e, sullo sfondo, il castello della famiglia Medina

Titoli di testa e, sullo sfondo, il castello della famiglia Medina

momenti di tensione, con estremo garbo ed eleganza.
Buona visione!

Annunci

2 thoughts on “IL POZZO E IL PENDOLO

  1. The Butcher ha detto:

    Quello del Pozzo e il Pendolo è sempre stato uno dei miei racconti preferiti di Poe. E il film mi ha soddisfatto. Ovviamente hanno dovuto creare una storia completamente diversa rispetto al racconto perché, come hai già specificato tu, sarebbe stato impossibile da trasporre.
    Ottimo articolo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: