LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA

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22 marzo 2015 di cinemadegenere2014

LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA

USA – 1964

Regia: Roger Corman

Interpreti principali: Vincent Price, Hazel Court, Jane Asher, David Weston

Un’anziana si aggira in un lugubre bosco alla ricerca di legna con cui scaldarsi. Si imbatte in un misterioso individuo abbigliato con una tunica rossa che se ne sta seduto con la schiena appoggiata al tronco di un albero. Il viandante chiama la donna e le regala una piccola rosa, dicendole di portarla al villaggio; in tal modo tutti gli abitanti del borgo saranno liberi.

Il viandante di rosso vestito

Il viandante di rosso vestito

Una lussuosa carrozza, seguita da un codazzo di armigeri e altri cortigiani, giunge in un misero villaggio. La carovana si arresta e uno degli uomini d’arme annuncia al popolino la presenza del Principe Prospero (Vincent Price), crudele signore di quelle terre. Questi schernisce la popolazione. Due uomini, Ludovico e Gino (David Weston), rispondono alle provocazioni del nobile raccontandogli la vicenda accaduta alla vecchia. Il popolo del villaggio, infatti, aveva visto nella figura di rosso vestita un santo che annunciante la loro liberazione dalle catene imposte dal malvagio principe. Prospero non perde l’occasione per manifestare il suo pugno di ferro e comanda ai suoi armigeri di mettere a morte i due sediziosi. Una giovane donna, Francesca (Jane Asher), implora il principe di non uccidere i due. Il nobile le propone di scegliere essa stessa quale dei due dovrà essere messo a morte; in tal modo, dice lui, la donna avrebbe la possibilità di salvarne almeno uno. Francesca però non può scegliere: Ludovico è suo padre e Gino il suo fidanzato. In quel momento un urlo lacera l’aria, i presenti si dirigono verso la direzione da cui proviene il suono e scoprono che la vecchia che aveva incontrato il misterioso individuo nel bosco è moribonda a causa di una terribile malattia: la “Morte Rossa”. Prospero, per paura del contagio, decide di lasciare il villaggio di gran carriera e porta via con se i due uomini e Francesca con l’intenzione di sfogare al riparo del proprio castello i suoi sadici propositi.
Arrivato al castello Prospero incarcera Gino e Ludovico e trattiene nei propri appartamenti Francesca mettendola nella mani di Juliana, sua amante e cortigiana. I

Juliana mentre pratica un rito satanico

Juliana mentre pratica un rito satanico

due intimano alla popolana di togliersi la croce che porta al collo, annunciandole che le avrebbero aperto le porte di un nuovo culto. Francesca recalcitra e non vuole abbandonare la sua fede. Una volta vestita appropriatamente la giovane viene condotta nel salone dei banchetti, dove il Principe ha in programma di dare una grande festa. Il nobile ha infatti offerto riparo ai nobili del circondario per poter sfuggire il flagello della Morte Rossa. Francesca assiste con incredulità ai crudeli scherzi organizzati dal Principe, che, dopo aver obbligato gli ospiti a imitare animali, conduce la giovane in una parte del castello adibita ai misteriosi culti praticati da Prospero: si tratta di una serie di stanze comunicanti l’una con l’altra, ognuna delle quali colorata in maniera diversa, gialla, violetta e di altri colori. L’ultima porta è nera, ma il Principe dice alla giovane che non è ancora pronta per entrarvi. Durante la notte Franscesca è svegliata da una strana litania, spaventata e incuriosita la giovane si alza da letto e segue la voce misteriosa, per comprenderne la fonte. Si aggira nel castello fino a che non giunge davanti alla famosa porta nera. Francesca non resiste alla tentazione: apre l’uscio e all’interno trova Juliana che salmodia strani versi in uno stato di catalessi e il principe addormentato. Tutto intorno vi sono oggetti che richiamano strani culti satanici. All’improvviso Prospero spalanca gli occhi e Francesca, terrorizzata, fugge nella sua stanza. Francesca, Gino e Ludovico saranno condotti dal Principe in un turbine di deliri satanici, dai quali sarà difficilissimo sottrarsi, sarà poi l’apparizione del misterioso figuro che abbiamo visto all’inizio del film a ricomporre una sorta di equilibrio.

Francesca, Prospero e lla "Morte Rossa"

Francesca, Prospero e lla “Morte Rossa”

Visionario e molto curato dal punto di vista cromatico, quello di Corman, è un film che si discosta dai stilemi classici del cinema gotico di quell’epoca. La natura spoglia ha come contrasto lo sfarzo dei saloni del castello. La pochezza cromatica del villaggio è annichilita dalla sale monocromatiche in cui il Principe celebra i propri riti pagani. La fotografia è molto curata e affascinante, non per nulla è stata affidata d uno specialista di grosso calibro come Nicolas Roeg.

La danza della Morte Rossa

La danza della Morte Rossa

Di grande fascino sono i momenti corali del film e le coreografie che sottolineano i momenti salienti della vicenda: da manuale l’incubo di Juliana, in cui una serie di sacerdoti pagani al termine di oscure danze rituali tentano di sacrificarla e la danza della Morte Rossa, durante la quale gli ospiti del principe, mentre danzano sono colpiti dal misterioso morbo.
Inutile sottolineare che l’interpretazione di Vincent Price conferisce un fascino particolare alla pellicola. Lo specialista dell’horror gotico anglo-americano, ci regala un’ennesima perla.
Visione consigliatissima.

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