SETTE SCIALLI DI SETA GIALLA

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4 aprile 2015 di cinemadegenere2014

SETTE SCIALLI DI SETA GIALLA

IT – 1972

Regia: Sergio Pastore

Interpreti principali: Anthony Steffen, Silva Koscina, Jeannette Len, Renato De Carmine, Giacomo Rossi Stuart

SETTE SCIALLI DI SETA GIALLA

SETTE SCIALLI DI SETA GIALLA

Paola, una ragazza bionda fasciata in una pelliccia assurda, solo nei favolosi anni ’70 si poteva concepire cucire al bordo del cappottino le code degli animali, cammina frettolosamente per i marciapiedi di Copenaghen. Fa una telefonata da una cabina e poi raggiunge una birreria, si avvicina ad uno dei camerieri e gli lascia un biglietto che dovrà consegnare al maestro Peter Oliver (Anthony Steffen), pianista e cliente abituale del locale. Il musicista non tarda ad arrivare e lo zelante cameriere gli consegna la busta lasciatagli dalla signorina. Oliver si siede ad un tavolo, ordina da bere, e capta da un tavolo vicino i brandelli di una strana conversazione. Due persone stanno parlando di droga e di un certo lavoro da svolgersi. Il musicista aguzza le orecchie, ma è disturbato nell’ascolto da una ragazza che mette un disco al jucke-box. Oliver chiama il cameriere per chiedergli chi sia seduto nel tavolo dal quale ha udito provenire la conversazione. Al tavolo indicato dall’avventore, però, non è più seduto nessuno e il cameriere riesce a vedere solo una donna, avvolta in un mantello bianco, che sta uscendo dal locale. L’uomo riferisce ciò che ha visto ad Oliver che essendo cieco, non avrebbe potuto avere alcun indizio circa i due interlocutori della conversazione appena udita.

Anthony Steffen è Peter Oliver

Anthony Steffen è Peter Oliver

Il maestro Oliver esce dal locale e trova ad attenderlo il suo maggiordomo e tutto fare Burton (Umberto Raho) che gli legge la lettera lasciata ad Oliver in birreria. Nel messaggio Paola confessa a Oliver la sua volontà di troncare la loro storia d’amore. Il musicista ascolta le parole lette da Burton e pare prendere il fatto con filosofia.
Nottetempo una figura che indossa una mantello bianco con cappuccio si intrufola in un grande atelier e lascia in uno dei camerini per le modelle una grande cesta in vimini e uno scialle giallo. Il mattino seguente ci troviamo nello stesso atelier e scopriamo che una delle modelle che vi lavorano è Paola che, quando giunge nel proprio camerino per cambiarsi, trova lo scialle e lo indossa. E’ incuriosita dalla cesta e le si avvicina. Si ode un forte sibilo e la poveretta cade a terra, lanciando un urlo disperato. Attirati dalle grida accorrono la proprietaria del negozio, Françoise Valley (Silva Koscina) e suo marito Victor Morgan Valley (Giacomo Rossi Stuart) che si rendono subito conte che la

Il corpo di paolo rinvenuto nel camerino

Il corpo di paolo rinvenuto nel camerino

giovane è morta.
Interviene la polizia e le indagini sono affidate all’ispettore Jansen (Renato De Carmine), che interroga tutti i presenti, compresa Margot, la migliore amica di Paola. Questa si reca da Oliver per dargli la triste notizia. I due parlano e Il maestro viene a sapere da Margot che Paola aveva troncato la loro relazione poiché si era invaghita di un altro uomo. Oliver, non convinto che la ragazza sia morta di morte naturale, nonostante gli inquirenti non abbiano trovato ferite evidenti sul corpo, decide di andare a far visita, insieme a Margot, a Herry, un fotografo cugino della vittima, presumibilmente l’unica persona che potesse sapere chi fosse il nuovo amore di Paola. Poco prima del loro arrivo però un’altra persona si intrufola nella casa di Herry e, invece di perder tempo con le domanda, lo pugnala alla gola uccidendolo. Oliver e Margot scoprono il cadavere e chiamano l’ispettore Jansen.

L'ispettore jansen, Margot e Peter Oliver a casa del fotografo

L’ispettore jansen, Margot e Peter Oliver a casa del fotografo

Si dipanerà una lunga catena di delitti sulla quale, oltre all’ispettore Jansen, indagheranno anche, con risultati sicuramente più apprezzabili, Oliver, Margot e Burton. La matassa incomincerà a dipanarsi quando il musicista riuscirà a scoprire in quale modo sia stata assassinata la sua ex fidanzata: l’assassino si è servito di un gatto le cui unghie sono state debitamente cosparse di curaro e dello scialle di seta gialla, imbevuto di una sostanza repellente per i gatti e che rende i felini particolarmente aggressivi. Paola, dopo aver indossato lo scialle, si è avvicinata alla cesta dove si trovava il gatto che, infastidito dall’odore del repellente, ha graffiato la giovane avvelenandola con il curaro. Sicuramente questo è uno dei modus operandi più fantasiosi che mi sia capitato di vedere nella cinematografia italiana degli anni settanta che, pure, aveva una forte inventiva in fatto di tecniche omicidiarie.
Il film ha un buon ritmo ed è molto gradevole. Il regista dosa con mestiere gli indizi e sa tenere alta la tensione, nonstante la pellicola, a parte la tecnica dell’assassino, non brilli per originalità. L’investigatore cieco è di indubbia matrice argentiana, così come un truculentissimo omicidio commesso in una doccia, richiama Psycho. Sergio Pastore,

L'omicidio nella doccia

L’omicidio nella doccia

però, opera scelte intelligenti e riesce a dare una patina di originalità e di freschezza anche a tutti gli ingredienti “già visti” utilizzati per la confezione del suo film.
Gli attori sono nella media abbastanza convincenti. La Koscina tratteggia con credibilità il ritratto di una odiosa imprenditrice, Raho, il mio preferito nel film, è un magnifico maggiordomo e anche Steffen, nonostante a tratti non risulti credibilissimo come cieco, da una buona prova di recitazione. L’attore meno in parte è Giacomo Rossi Stuart, solitamente più efficace, qui si appiattisce sul ruolo del “sellerone” piacente e risulta decisamente troppo ingessato.

I coniugi Valley

I coniugi Valley

La tecnica di regia è buona e alcune inquadrature, come quelle che mostrano i deliri portati dall’astinenza da droghe alla donna avvolta nel mantello bianco, sono molto belle.
Come al solito i dizionari del cinema fanno questo film a pezzi, il Mereghetti sostiene che gli ultimi dieci minuti della pellicola siano un susseguirsi di baracconate. Non mi trovo molto d’accordo con i giudizi dei critici “alti”, ma questo l’ho già detto in diverse occasioni!
Piccola ultima notazione, le musiche di Manuel De Sica sono molto efficaci e gradevoli.
Film consigliatissimo!

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2 thoughts on “SETTE SCIALLI DI SETA GIALLA

  1. johntrent70 ha detto:

    Ma quali “Baracconate”… W il cinema di genere italiano anni ’70! 🙂

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