LA NOTTE DEI DIAVOLI

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1 novembre 2015 di cinemadegenere2014

LA NOTTE DE DIAVOLI

IT: 1972

Regia: Giorgio Ferroni

Interpreti principali: Gianni Garko, Agostina Belli, Roberto Maldera, Teresa Gimpera, Luis Suarez, Cinzia De Carolis, Umberto Raho.

Seconda trasposizione cinematografica del racconto “I Wurdalak” di Aleksej Konstantinovič Tolstoj, “La notte dei Diavoli” è un’interessante pellicola che, pur spostando la narrazione dalla metà dell’ottocento alla contemporaneità, non perde nulla del fascino gotico del racconto su cui si basa.

Gli psichedelici titoli di testa

Gli psichedelici titoli di testa

Sulle sponde di un fiume si aggira, in evidente stato confusionale, un uomo ferito e dai vestiti laceri. Dopo pochi passi l’uomo si accascia a terra.
Zoom sul viso catatonico del ferito.
Nero.
Ripresa sfocata di un oggetto giallastro. La macchina si mette a fuoco e appare un teschio scarnificato nelle cui orbite si agitano centinaia di larve.
Nero.
Un corpo di donna nudo, una mano maschile che lo accarezza.
Radiografie di un cranio.
La camera zooma lentamente sul viso dell’uomo che abbiamo visto aggirarsi lacero e ferito poco prima. Ora però non è più al bordo di un fiume. È ripulito, la ferita sul viso non sanguina più, ha la testa stretta dentro un’apparecchiatura medica, lo sguardo vacuo. Lo stanno sottoponendo ad alcuni test, si vedono tracciati.
Nero.
La testa di una donna. Esplode.
Corpi nudi. Mani che graffiano e lacerano la pelle. Oscure figure incappucciate sovrastano una donna stesa su un letto. Mani insanguinate stringono le sbarre di una finestra.
Un cuore pulsante estratto da una cassa toracica.
Gli occhi del solito vagabondo riflessi in uno specchio e una voce che gli chiede: “Ti riconosci? Dimmi: Chi sei? Qual’è il tuo nome?”. La ripresa si allarga e ci troviamo all’interno di uno studio medico. L’uomo (Gianni Garko) che prima abbiamo visto sottoposto a test è seduto e di fronte a lui si trova un medico (Umberto Raho) che gli sta rivolgendo alcune domande. L’inizio psichedelico è una meraviglia per gli occhi. Il montaggio è serrato e particolarmente ben riuscito. Questa sequenza crea un clima di tensione che si stempera al momento giusto con il ritorno alla narrazione lineare, creando, però, un forte clima di aspettativa che coinvolge lo spettatore.

Gianni Garko in stato confusionale

Gianni Garko in stato confusionale

Mi sono un poco dilungato nella descrizione di questa scena poiché la trovo particolarmente bella. Ora, per non tediarvi con un articolo particolarmente lungo, riassumo brevemente la trama.
Nicola, l’uomo che abbiamo visto vagare nel bosco, pochi giorni prima del suo svenimento fluviale, viaggiava per lavoro attraverso la Jugoslavia. Arrivato in una zona isolata, per evitare di investire una donna, sbatte con la propria auto contro un albero. I danni al veicolo sono piuttosto ingenti e all’uomo non resta altro da fare che incamminarsi in cerca di aiuto. Raggiunge una casa isolata e gli abitanti, pur non sembrando molto ospitali, accettano di aiutarlo e di dargli riparo per la notte. Jovan, uno dei membri della famiglia, Per poter aggiustare la macchina  avrà bisogno di alcuni pezzi di ricambio che potrà andare ad acquistare solamente il giorno seguente. Nicola ritiene che lo scarso calore dimostrato dai suoi soccorritori sia determinato dal fatto che poco prima che lui arrivasse avevano celebrato il funerale di un membro della famiglia.

Alcuni dei membri della famiglia che soccorre Nicola

Alcuni dei membri della famiglia che soccorre Nicola

Nicola si accorge fin da subito che i boscaioli sono atterriti da qualcosa di cui non parlano volentieri. La tensione tra i famigliari si fa sempre più palpabile e man mano che calano le tenebre l’agitazione e le tensioni cresceranno sempre più, fino ad arrivare al momento culminante quando Jovan ucciderà il vecchio padre conficcandogli un palo nel cuore. Da qual momento in poi Nicola avrà la piena consapevolezza di dover lottare per la propria vita contro un nemico soprannaturale che abita i boschi dei dintorni. Oltre alla propria incolumità Nicola pensa anche a quella della giovane Sdenka, figlia minore del patriarca Gorka, ragazza mite che fin dal principio si è distinta dalla sua famiglia e della quale l’ospite finisce per innamorarsi.

Nicola e Sdenka, interpretata da Agostina Belli

Nicola e Sdenka, interpretata da Agostina Belli

La pellicola è molto curata. La regia, sempre impeccabile, mette in scena un film elegante nel quale momenti di estrema violenza, come ad esempio quello della testa esplosa durante il delirio del protagonista, si integrano armonicamente con atmosfere rarefatte e morbose che riescono a tenere sempre vivo l’interesse dello spettatore e viva la tensione. La scelta del cast è stata nuovamente formidabile, Giorgio Ferroni infatti riesce a rafforzare le atmosfere della propria pellicola oltre che con un ottimo uso della macchina e un sapiente allestimento della scenografia, anche con la scelta degli interpreti. Gianni Garko è più espressivo del solito e riesce a dare un’interpretazione abbastanza convincente, la Belli è piuttosto brava nel proprio ruolo di eroina romantica, ma, il punto di forza è dato da tutti gli altri attori. I componenti della famiglia Ciuvelak sono tutti interpretati da ottimi attori che recitano in maniera convincente e che anche solo con le proprie fattezze ed espressioni rafforzano e sottolineano l’atmosfera allucinata e minacciosa voluta dal regista.

Gorka, il patriarca

Gorka, il patriarca

Come detto prima la vicenda si svolge negli anni settanta del novecento invece che nei primi anni del secolo XIX come il racconto cui si ispira. Ciò, però, non toglie minimamente fascino alla pellicola che grazie alla sapienza del regista e all’ambientazione silvestre mantiene tutte le proprie caratteristiche cupe e gotiche.
Gli effetti speciali, curati da Carlo Rambaldi, sono molto efficaci.
Consigliatissimo!

La prima trasposizione cinematografica del racconto di Tolstoij è stata l’episodio “I Wurdalak” del capolavoro di Mario Bava “I Tre Volti della Paura” di cui troverete la recensione della sezione Horror Italiano.

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6 thoughts on “LA NOTTE DEI DIAVOLI

  1. edoardoromanella ha detto:

    Mi manca, non lo conoscevo, meno male che tiri fuori queste perle “di genere”……io ho aperto un blog solo mio, non scrivo più per “La settima arte”, tutte le recensioni che ho scritto le ho trasferite lì, se ti interessa te lo linko qua sotto https://rapideyesmovement.wordpress.com/

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