LA CHIESA

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15 novembre 2015 di cinemadegenere2014

LA CHIESA

IT 1989

Regia: Michele Soavi

Interpreti principali: Tomas Arana, Barbara Cupisti, Asia Argento, Hugh Quarshie.

La cattedrale gotica di una città tedesca funge da sigillo alla fossa in cui nel medioevo sono stati sepolti i corpi dei seguaci della setta del “Calpestanti”. Gli infedeli sono stati massacrati dai cavalieri teutonici e le autorità religiose hanno deciso di erigere in tale luogo un magnificente edificio di culto per fare in modo che l’influsso malefico dei senza Dio rimanga confinato nel sottosuolo.

La fossa comune in cui sono stati seppelliti i calpestanti

La fossa comune in cui sono stati seppelliti i calpestanti

Negli anni ottanta del novecento un bibliotecario di nome Evald(Tomas Arana) è chiamato dal canonico di quella stessa cattedrale a riordinare i manoscritti contenuti nella biblioteca. Nel primo giorno di lavoro l’uomo incontra una restauratrice, Lisa, (Barbara Cupisti) che sta effettuando alcuni lavori sull’edificio. I due si imbattono in uno strano manoscritto e tentano di decifrarlo. Il bibliotecario riesce nel proprio intento e scopre che sotto la chiesa è sepolto qualcosa e che deve cercare una pietra con sette occhi. Il giorno seguente l’uomo si nasconde all’interno della chiesa, attende che tutti escano e si mette alla ricerca della fantomatica pietra. Dopo aver girovagato nei sotterranei dell’edificio Evald si imbatte in una strana croce di pietra murata nel pavimento. Nell’intersezione tra il palo verticale e quello orizzontale il si trova una strana pietra lavorata in modo da darle la forma della testa di un caprone caprone con diversi occhi. Evald pulisce la pietra e, quando la ruota essa cade in un baratro, lasciando al proprio posto solamente un buco che sprofonda nell’oscurità. Poco dopo è l’intera croce a sprofondare nel nulla, dal baratro filtra una luce bluastra e nella mente di Evald si susseguono immagini terrificanti, finchè l’uomo non crolla svenuto.

Evald alle prese con gli spiriti maligni

Evald alle prese con gli spiriti maligni

L’inconsapevole bibliotecario ha svegliato il maligno che riposava nei sotterranei della chiesa.
Da quel momento in poi gli influssi del demonio si faranno sentire su tutte le persone che avranno a che fare con la cattedrale.
Lisa, la restauratrice, sente qualcosa che bussa alla finestra della propria abitazione e poi scorge un essere antropomorfo con la testa di caprone che sbircia dalla finestra. Il giovane prete Gus mentre si esercita con il tiro con l’arco, al posto del bersaglio, vede un cavaliere teutonico che corre verso di lui. Evald perde completamente la ragione e arriva a minacciare Lotte, una giovanissima Asia Argento, la figlia del sagrestano. Anche quest’ultimo è contagiato dall’influenza demoniaca e spaventa la figlia e la moglie. Bisogna notare una cosa: Lotte è la sosia

Lotte

Lotte

perfetta dell’ultima calpestante uccisa dai cavalieri teutonici nel medioevo.
Nessuno riesce a capire cosa stia accadendo e nel frattempo il contagio si espande sempre più. Arriva al proprio culmine quando, un meccanismo di sicurezza ideato dall’architetto che ha progettato la cattedrale non entra in funzione. Questi, consapevole di ciò che si trovava sotto la costruzione, aveva ideato due diversi modi per porre fine al possibile contagio: il primo consiste in un meccanismo che, una volta che si fosse scoperchiata la fossa comune, avrebbe chiuso ermeticamente l’unico portale dell’edificio di culto. Questa sicura entra in funzione quando all’interno della chiesa si trovano diverse persone, una scolaresca in gita e diversi turisti. Tutti sono allarmati poiché non è possibile lasciare l’edificio ma ben presto capiscono che quello è il minore dei loro problemi. Il secondo meccanismo di sicurezza non voglio svelarlo, altrimenti darei anticipazioni sul finale. Dopo la chiusura del portale il contagio e la forza dell’infezione toccano l’apice: scatta la lotta per la sopravvivenza.

I cavalieri teutonici all'opera

I cavalieri teutonici all’opera

Il film ha un buon inizio e sviluppa la trama in maniera convincente fino all’apice del contagio. Gli spunti visivi sono buoni e i mostri sono ben realizzati, in un tipico gusto anni ottanta. Purtroppo la parte finale del film non regge il confronto con la prima. La conclusione della vicenda mi pare un poco sconclusionata e alcune ingenuità nella sceneggiatura rovinano il buon lavoro fatto da Soavi fino a quel momento.
Gli interpreti sono in parte e recitano con bravura. Solo Roberto Corbiletto, il sagrestano, è assolutamente imbarazzante.
Il film nel complesso rimane buono, nonostante quel poco di amaro in bocca lasciato dal finale.
Buona visione!

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24 thoughts on “LA CHIESA

  1. lupokatttivo ha detto:

    L ho visto che ero piccino piccio’, devo rifuardarmelo al piu’ presto insieme al suo cuginastro “la setta”. Mi hai dato la motivazione giusta… E’ che su questo blog dovrei mettere “mi piace” ad ogni post… Un po alla volta mi daro’ da fare 😀

  2. antoniettamirra80 ha detto:

    Leggere la tua opinione mi ha ricordato che questo film l’ho visto molti anni fa in una precisa fase da amante di questo genere, che poi è passata un po’. Precisa la tua descrizione, io purtroppo ricordo poco, lo devo rivedere. 🙂

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      Non è male, ha alcune suggestioni interessanti. Purtroppo Soavi non riesce a concludere in maniera credibile tutte le premesse. Rimane comunque un prodotto gradevole. Benvenuta nel blog e grazie per il commento. A presto.

  3. ysingrinus ha detto:

    A me anche le ingenuità e le sconclusionatezze piacciono. Mi fanno pensare ad un tempo in cui il cinema era il cinema, cioè un desiderio di far vedere e sentire qualcosa, anche se in maniera imperfetta. I film contemporanei faccio molta fatica a vederli, sono piú patinati, spesso meno scorretti pure, ma anche quando privi di ingenuità sembrano sempre “plasticosi”.

  4. domenicomortellaro ha detto:

    Se pensi che Soavi ha fatto anche roba rubustissima come “Arrivederci amore ciao…”

  5. gianni ha detto:

    E’ questo un film che mi ha sempre lasciato perplesso… Non ho mai capito se metterlo tra le tavanate o i film passabili… lo riguarderò.

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