LA DAMA ROSSA UCCIDE SETTE VOLTE

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21 novembre 2015 di cinemadegenere2014

LA DAMA ROSSA UCCIDE SETTE VOLTE

IT 1971

Regia: Emilio P. Miraglia

Interpreti principali: Barbara Bouchet, Marina Malfatti, Ugo Pagliai, Sybil Danning.

La scena di apertura del film

La scena di apertura del film

1958 – Esterno giorno: il giardino di un castello tedesco. Due bambine, una bionda, Ketty, l’altra bruna, Evelyn, stanno giocando. Evelyn ruba la bambola di Ketty e corre all’interno del castello, la sorella derubata si lancia all’inseguimento. Le due bimbe raggiungono lo studio del nonno dove campeggia un inquietante dipinto che ritrae una donna abbigliata con una cappa nera che pugnala alla gola un’altra donna, vestita però con una cappa rossa. L’anziano, sentite le rimostranze di Ketty, intima a Evelyn di restituire la bambola alla sorella. Quest’ultima, però, pare non ascoltare le parole del nonno e fissa con aria estatica il dipinto di cui sopra. Al culmine del parossismo la bimba esclama “Io sono la dama nera” e, afferrato un pugnale da collezione che si trova in prossimità del quadro, mutila la bambola. Il nonno, seppure invalido, si precipita verso la bimba, riesce a disarmarla e a riportare la calma. Questo spiacevole fatto fornisce all’uomo l’occasione per raccontare alle nipotine la storia narrata nel quadro. Il dipinto immortala il culmine di una vicenda accaduta alla loro famiglia molti anni prima: la dama rossa dopo aver dileggiato per anni la sorella, la dama nera, viene uccisa da quest’ultima. La morte, però, non impedisce all’uccisa di compiere la propria vendetta: lo spettro della dama rossa sarebbe tornato per uccidere sette volte e la comparsa del fantasma avviene ciclicamente ogni cento anni; Il nonno confessa, inoltre, che la dama rossa sarebbe ricomparsa dopo quattordici anni. Dopo il racconto pare che sia tornata la calma.

Il quadri misterioso

Il quadri misterioso

1972 – Interno notte: La stanza da letto del nonno di Ketty e Evelyn. Il vecchio sta dormendo quando viene svegliato da uno strano rumore. L’uomo sente una strana risata e poi vede correre verso di lui una strana figura ammantata di rosso. L’emozione lo soverchia, il cuore non regge e l’uomo muore.
Ketty (Barbara Bouchet), che nel frattempo è diventata una fotografa di moda, è avvertita della morte del nonno da sua cugina Franziska (Marina Malfatti) che abita ancora nel castello avito. La fotografa raggiunge la cugina al castello e questa la informa del fatto che Herbert, suo marito, quella notte ha visto aggirarsi per il castello una strana figura ammantata di rosso che assomigliava in tutto e per tutto a Evelyn. In questo momento cominciano le complicazioni:
Complicazione 1: con un bel flashback comprendiamo che Evelyn era rimasta uccisa per disgrazia durante uno dei numerosi litigi che aveva con la sorella Ketty e che quest’ultima con l’aiuto di Franziska, aveva nascosto il cadavere della sorella e fatto credere che fosse partita per l’America.
Alla luce di ciò si capisce come la notizia abbia scosso Ketty.

Martin e Ketty

Martin e Ketty

Il giorno seguente Ketty viene accompagnata da Martn Hoffman (Ugo Pagliai), uno dei funzionari della Springe, la casa di moda presso cui lavora Ketty, alla apertura del testamento.
Complicazione 2: Il testamento, per volontà del defunto, potrà essere aperto unicamente dopo un anno dalla propria morte.
Gli eredi si riuniscono per commentare la stranezza delle volontà del nonno. Quando si appresta ad uscire dal castello Ketty è fermata da un losco individuo.
Complicazione 3: Il losco individuo è un vecchio spasimante di Evelyn che sta cercando la ragazza da mesi. L’uomo è un tossicodipendente che si è fatto un’idea di cosa sia successo a Evelyn e minaccia Ketty di denunciare tutto se non le darà il denaro che le chiede. Ketty, spaventata accetta.

Ketty minacciata

Ketty minacciata

Complicazione 4: Ketty e Martin hanno una relazione, ma l’uomo è sposato e la moglie è ricoverata in una clinica psichiatrica.
Complicazione 5: Hans Meyer, direttore della Springe da sempre in disaccordo con Martin circa la gestione aziendale, viene ucciso dalla dama rossa, mentre si trova in compagnia di Lulù, una delle modelle dalla Springe, che ha avuto una relazione con Martin e che prova molto risentimento nei confronti di Ketty.
La vicenda prosegue e capiamo che i dissapori all’interno della ditta sono forti e molteplici. Anche un’altra modella, Rosmary, amica di Lulù, aveva avuto una relazione con Martin e, come l’amica, prova molto risentimento nei confronti sia dell’ex sia della sua nuova fiamma. I delitti continuano e Martin e Ketty sono tra i sospettati; dovranno investigare nel passato nella famiglia di Ketty per arrivare ad un’agghiacciante verità.
Il film è diretto con bravura da Emilio P. Miraglia. Il regista narra la storia con un buon ritmo, incastra alla perfezione tutti gli elementi della storia conducendo lo spettatore in un vero e proprio labirinto di terrore. Gli omicidi sono realizzati con fantasia e creatività. L’assassino uccide le proprie vittime nei modo più disparati: dalle pugnalate alle cadute su inferriate, dalla morte per paura a quella per colpo d’arma da fuoco.

Ketty affronta la fantomatica dama rossa

Ketty affronta la fantomatica dama rossa

Il film mescola ingredienti tipici del cinema horror a elementi più pertinenti al filone giallo classico. Questa curiosa mistura concede un fascino ancora maggiore alla pellicola.
Gli attori sono tutti in ottima forma. Barbara Bouchet tratteggia con bravura il proprio personaggio, talvolta eccede nello sgranare gli occhi, però, nel complesso dà una buona prova di attrice. Anche Ugo Pagliai è ottimo nel ruolo di manager deciso e spavaldo. Il resto del cast è molto buono.
Ottimo film.

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11 thoughts on “LA DAMA ROSSA UCCIDE SETTE VOLTE

  1. domenicomortellaro ha detto:

    Oh vedi… Ci troviamo pure sul cinema. Il tuo Nick del resto me lo faceva intuire. Ultimamente ho ripreso a fare letteratura de genere… X cui!

  2. domenicomortellaro ha detto:

    Quando si faceva thriller all’italiana con titoli autori ali facevamo bel cinema di genere

  3. ysingrinus ha detto:

    Visto solo una volta purtroppo e per caso. Dovrò comprarmi il DVD. Lo avevo completamente dimenticato, grazie per avermelo fatto tornare in mente.

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