LA CASA

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17 gennaio 2016 di cinemadegenere2014

LA CASA

USA 2013

REGIA: Fede Alvarez

Interpreti principali: Jane Levy, Shiloh Fernandez, Jessica Lucas, Lou Taylor Pucci, Elizabeth Blackmore

In attesa di vedere in Italia la serie TV “Ash vs. the Evil Dead” che narra le nuove peripezie vissute dal mitico protagonista della originale trilogia di Sam Raimi, parliamo dell’ultima versione cinematografica di “Evil Dead” realizzata nel 2013 da Fede Alvarez.
Da alcuni anni Buce Campbell e Robert Tapert avevano avuto l’idea di realizzare una nuova versione de “La Casa” capolavoro girato da Sam Raimi nel 1981. I tempi non sembravano mai quelli adatti sia perché non riuscivano a convincere il regista dell’originale sia perché proporre la riedizione di un film che è stato uno dei punti di riferimento della cinematografia dell’orrore degli ultimi trent’anni non sembrava una cosa semplice. Finalmente Campbell e Tappert riescono a convincere il loro socio a procedere con il remake del suo film di esordio e decidono di affidare il progetto a un giovane regista uruguaiano, Fede Alvarez, che fino a quel momento aveva realizzato alcuni ottimi cortometraggi. I produttori hanno scelt un esordiente forse per poter ricreare in parte l’atmosfera di fermento e di entusiasmo che aveva accompagnato la realizzazione dell’originale. Ovviamente le peripezie produttive dei due film non sono nemmeno paragonabili: Sam Raimi aveva potuto far affidamento solamente su un piccolo pugnetto di dollari ragranellato di qua e di là, mentre il giovane Alvarez ha potuto contare su una macchina produttiva in piena regola e su 17 milioni di dollari di budget che, pur non essendo un cifra enorme per un film, danno comunque la possibilità di togliersi parecchi sfizi e il cineasta sudamericano se ne è tolti un discreto numero. Fatte le dovute differenze, stanti le parole di due dei produttori, Campbell e Tappert, e del regista le riprese della nuova versione de “La Casa” sono state realizzate in un clima di grande entusiasmo e creatività. Inoltre la produzione ha lasciato carta bianca al regista

Mia si aggira davanti alla casa

Mia si aggira davanti alla casa

non imponendogli alcun vincolo e permettendogli di esprimersi in libertà. Questa è stata una scelta molto intelligente, poiché pensare di ingabbiare un film come “La Casa” in precisi schemi produttivi avrebbe fatto fallire in partenza il progetto di realizzare un nuova versione di quello che è stato il film dell’orrore più anarchico e dirompente degli ultimi trent’anni. Sicuramente il “Morto malefico” di Alvarez non ha e non avrebbe potuto avere in alcun modo la forza dirompente dell’originale, però, il regista uruguaiano è riuscito a realizzare una pellicola interessante.
Ora, però, procediamo con ordine, parliamo della trama che presenta diverse differenze rispetto a quella del film del 1981:
Esterno notte: una ragazza corre in un bosco. Alcune figure la inseguono. La braccano, la raggiungono, la immobilizzano e la incappucciano. Soggettiva dell’interno del sacco di juta con cui è stata incappucciata la malcapitata. La stoffa sfila, una luce abbagliante e una vecchia che salmodia in una strana lingua (forse gaelico?) un uomo cosparge la ragazza tremante di benzina. La poverina piange e chiede pietà. L’uomo, che scopriamo essere il padre della ragazza legata, dice che lo sta facendo per il suo bene. Capendo di non poter fermare il proprio aguzzino la ragazza rivela la sua vera natura: gli occhi prendono una strana colorazione e pronuncia frasi ingiuriose. L’uomo, tra le lacrime, appicca il fuoco e spara con la doppietta.
Mia è una giovane con gravi problemi di tossicodipendenza e decide che per provare a disintossicarsi e stare alla larga da possibili tentazioni deve andare a trascorrere un periodo nella casetta di famiglia che ha in mezzo ai boschi. Per poterla aiutare nel difficile compito di dire addio all’eroina Mia chiama una coppia di vecchi amici, Erik e Olivia, e suo fratello David, col quale da un po’ di tempo ha perso i contatti, che decide di farsi accompagnare dalla sua nuova fidanzata Nathalie. Il giorno stabilito i cinque si trovano nei pressi della casetta e, dopo aver formulato un giuramento solenne, Mia getta la droga che aveva ancora con sé nel pozzo. Dopo alcune ore di astinenza Mia comincia manifestare segni di squilibrio e Olivia, che è infermiera, le somministra alcune sostanze che possono aiutarla a superare la crisi d’astinenza. La giovane, però, è sempre più agitata e lamenta di sentire un odore insopportabile proveniente dalla botola che porta alla cantina. I due maschi del gruppo si incaricano di andare a controllare, scostano il tappeto che nasconde la botola e trovano una grossa macchia scura che non fa presagire nulla di buono. Aprono la porta sul pavimento e sono investiti da una zaffata fetida. Raggiunto il pino interrato si trovano davanti uno spettacolo inquietante: al soffitto sono appesi decine di cadaveri di gatti e il palo di sostegno centrale presenta evidenti segni di bruciatura. Nello stesso ambiente trovano un sacco chiuso con del fil di ferro e una doppietta. I due uomini portano le loro scoperte al piano di sopra e il clima di inquietudine comincia ad aumentare. Mia si agita sempre di più e, mentre David si occupa di liberare lo scantinato dai cadaveri felini, sale sulla macchina di Erik e cerca di fuggire dal luogo isolato: il bisogno di droga è sempre più impellente. Due ostacoli si frappongo tra lei e la meta: il primo è rappresentato dalle abbondanti piogge che hanno fatto esondare il fiume, tagliandole l’unica possibile via di fuga e facendola impantanare con la macchina. Il secondo è decisamente peggiore: mentre Mia tentava la fuga Erik ha

Mia raggiunta dal demone

Mia raggiunta dal demone

aperto il sacco trovato in cantina e ha letto alcuni brani scritti nel libro che conteneva. Quella del ragazzo non è stata una buona idea: così facendo ha evocato un demone malvagio che ha come unico passatempo quello di mangiare l’anima degli umani. Il demone evocato si impossessa del corpo di Mia mentre la ragazza si sta aggirando per i boschi nel tentativo di raggiungere nuovamente la casa. Da quel momento inizierà un calvario dolorosissimo che vedrà i cinque ragazzi essere vittime del demone. Il maligno martorierà le loro carni e le loro anime mettendoli l’uno contro l’altro e obbligandoli a scelte laceranti. Come si concluderà la lotta?

Erik legge il libro

Erik legge il libro

Il nuovo film ha una trama più articolata e contestualizzata dell’originale: il preambolo spiega come il libro dei morti sia finito nella casa. I cinque amici hanno legami forti, anche di parentela ed hanno un motivo solido a sostegno della loro volontà di allontanarsi dal mondo per qualche giorno. La messa in scena è più ricca, ma, come detto in precedenza, non patinata. Alvarez pigia con decisione sul pedale dell’eccesso e, pur riproponendo alcuni dei cliché più tipici del cinema di genere lo fa con un tale gusto del macabro e dello splatter

Mia posseduta dl demone

Mia posseduta dl demone

da renderli quasi originali. Le immagini sono molto curate e gli effetti, per fortuna non digitali, sono estremamente realistici e convincenti. Memorabile la pioggia di sangue, nella sua accezione meramente metereologica, a cui si assiste nel finale. Nonostante tutti gli eccessi il film non riesce ad avere la carica di novità che ha portato il suo capostipite trentacinque anni or sono, però, è un gradevole prodotto di genere che lanciandosi a capofitto nell’eccesso visivo non tradisce l’animo anarchico dell’originale e, soprattutto, non trasforma quel capolavoro eccessivo e disturbante in un horror per famiglie. Il film è robusto e per stomaci forti.
Gli attori sono giovani e abbastanza in parte. Mia ha un aspetto un po’ troppo sano e pulitino per essere una tossicodipendente. Tale aspetto, però, viene spazzato via nel momento stesso in cui il demone si impossessa di lei.
Quindi, in attesa di scoprire le nuove avventure di Ash, buona visione!

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11 thoughts on “LA CASA

  1. vikibaum ha detto:

    molto apprezzato….sì ciao Viki

  2. domenicomortellaro ha detto:

    Sono sempre scettico riguardo ai remake… Uccidono nei neofiti la voglia di chiedere qualcosa di nuovo e riattualizzano spesso banalizzando

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      Hai ragione, in linea di massima la penso come te, però devo ammettere che questa nuova versine non è disdicevole, anzi. Il suo miglior pregio, secondo me, sta nel fatto di aver reinterpretato completamente la vicenda originale e di non aver voluto proporre un semplice doppione. Sono curioso di vedere la serie che è da poco uscita in america e che vede protagonista il buon vecchio Ash. Quello non sarà un remake, ma un sequel.

      • domenicomortellaro ha detto:

        Ecco, quella è qualcosa di sicuramente diverso. Io ce l’ho coi remake…

      • cinemadegenere2014 ha detto:

        Speriamo che la serie mantenga le promesse! In linea di principio sono assolutamente d’accordo con te. Anche perchè la moda imperante del remake impoverisce la creatività. Sicuramente è più stimolante la creazione di nuove storie e nuove situazioni. E’ un piacere scambiare opinioni con te.

  3. ysingrinus ha detto:

    Non lo andai a vedere per non rischiare di rimanere insoddisfatto. Forse però è accettabile in fin dei conti. Mia viene “stuprata” da un albero?

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