PAURA NELLA CITTA’ DEI MORTI VIVENTI

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14 febbraio 2016 di cinemadegenere2014

LA TRILOGIA DELLA MORTE – PAURA NELLA CITTA’ DEI MORTI VIVENTI

IT – 1980

Regia: Lucio Fulci

Interpreti principali: Catriona MacColl – Christopher George – Antonella Interlenghi e Giovanni Lombardo Radice

La cosiddetta “Trilogia della Morte” prende il via con “Paura nella citta dei morti viventi“, passa attraverso “… e tu vivrai nel terrore. L’aldilà“, considerato come il film più visionario di Lucio Fulci, per concludersi con “Quella villa accanto al cimitero“. Dopo aver sperimentato la direzione di un film horror “convenzionale“, “Zombi 2“, Fulci decide di stravolgere le regole del genere tentando di dare una sua personalissima visione della paura. Nei tre titoli citati prima, infatti, la trama ha un ruolo assolutamente secondario, le vicende non seguono un filo ben preciso, ma sono unicamente un pretesto per portare sullo schermo la paura stessa e, attraverso essa, tutte le angosce e le visioni orrorifiche che si annidavano nel cervello del grande regista romano. In tutti e tre i film i personaggi si trovano ad affrontare situazioni surreali, che li portano sempre al limite tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Il prete impiccato

Il prete impiccato

La prima pellicola della trilogia, “Paura nella città dei morti viventi” avrebbe dovuto intitolarsi “La Paura” proprio perchè nelle intenzioni di Fulci questo film avrebbe aperto la sua personalissima e agghiacciante riflessione sulla percezione del terrore. Purtroppo, però, i produttori vollero sfruttare il successo del precedente film del regista romano, “Zombi 2“, e pretesero che nel titolo della nuova fatica di Fulci fosse fatto un accenno esplicito alla tematica trattata nella precedente pellicola.

Altra caratteristica fondamentale della trilogia è la presenza di chiari e precisi rimandi alla letteratura gotica di Howard Phillis Lovecraft e, in misura un poco minore, a Edgar Allan Poe. Il primo capitolo della trilogia, ad esempio, si svolge a Dunwich, città partorita dalla fervida immaginazione del “solitario di Providence“. Così come accade nelle pagine del grande scrittore, anche nel film di Fulci, Dunwich è una città celata, difficile da trovare, quasi sospesa tra la realtà e l’immaginazione. La vicenda del film, discostandosi completamente dal racconto di Lovecraft, prende il via dal suicidio del prete locale. L’anima dell’uomo di chiesa, però, non si rassegna a lasciare il nostro mondo poichè è animata da una cieca sete di vendetta. La morte del prelato viene vista, durante una seduta spiritica, da una giovane donna di New York, interpretata da Catriona MacCall, che dopo la visione cade in uno stato di catalessi e viene sepolta poiché creduta morta. Fortunatamente un passante sente le grida provenire dal sepolcro e riece a liberarla. I due si mettono alla ricerca della sperduta città, nel tentativo di

I due alla ricerca di Dunwich

I due alla ricerca di Dunwich

comprenderne il segreto. La sepoltura della donna ancora viva è un altro richiamo alla letteratura dell’orrore: Come dimenticare i sepolti vivi che si trovano in alcuni dei più geniali racconti di Edgar Allan Poe. La storia si dipana seguendo uno svolgimento non convenzionale, nel quale la trama ha un rulo secondario. In questa pellicola il regista romano tratta alcune tematiche che gli sono sempre state care: l’aberrazione mentale, la paura e l’interazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il film ha una trama esigua e poco coerente. Molte scene propongono situazioni irrealistiche e illogiche. La maggiorparte della critica ha considerato queste caratteristiche del film come un terribile difetto. A mio avviso, invece, questo visionario distacco dalla realtà e dalle ferree logiche fisiche, conferisce alla pellicola una bellissima atmosfera oniroca. Inoltre ritengo che il regista, volendo creare un connubio e una fusione tra diversi piani dell’esistenza, quello del mondo reale e quello dell’aldilà, abbia instillato questo senso di spaesamento nello spettatore, conducendolo in una dimensione ultraterrena, nella quale è difficile raccapezzarsi e dove la sua visionaria fantasia ha potuto esprimersi in tutta la sua forza visiva.

Per il momento non mi rimane che augurarvi una buona visione e darvi appuntamento per il prossimo capitolo della trilogia.

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17 thoughts on “PAURA NELLA CITTA’ DEI MORTI VIVENTI

  1. ysingrinus ha detto:

    Quando ho conosciuto il cinema di Fulci non ho piú potuto farne a meno.

  2. Vengo a leggerlo questa sera ciao

  3. vikibaum ha detto:

    fulci va riscoperto…ciaooo

  4. domenicomortellaro ha detto:

    E li chiamavano cialtroni!

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      Ottimi artisti sottovalutati e ridicilizzati. Poi si grida al capolavoro quando si vede la prima porcata. Sarò strano ma io considero molto più elevato un certo tipo di cinema di genere di tanti films intellettualoidi! Forse sono limitato…

  5. benez256 ha detto:

    La scena della svomitazzata delle interiora è la cosa più viscerale della trilogia e la cosa che più ho apprezzato del film…

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