I RAGAZZI DEL MASSACRO

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6 marzo 2016 di cinemadegenere2014

I RAGAZZI DEL MASSACRO

ITA – 1969

Regia: Fernando Di Leo

Interpreti principali: Pier Paolo Capponi, Susan Scott, Enzo Liberti e Marzio Margine

La sigla del film

La sigla del film

Film tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco, questo noir metropolitano esercita sullo spettatore un fascino ruvido e particolare.
L’insegnante di un istituto serale milanese viene brutalmente violentata e uccisa in classe dai propri studenti. Gli alunni sono un eterogeneo gruppo di ragazzi di età compresa tra i tredici e i vent’anni, quasi tutti con problemi comportamentali e che bazzicano il sottobosco criminale del capoluogo lombardo. Il Commissario Duca Lamberti, incaricato delle indagini, non crede che i giovani, sia pur già avviati alla criminalità, possano aver concepito e attuato da soli un piano tanto sadico e perfetto. Tenta quindi di scardinare il muro di omertà che circonda il gruppo per comprendere chi sia il regista occulto che si cela dietro il massacro dell’insegnate.

Uno dei ragazzi interrogati

Uno dei ragazzi interrogati

L’indagine si svolge tutta a livello psicologico: Lamberti interroga tutti ragazzi cercando di fare leva sui loro punti deboli per cercare la verità. I giovani reagiscono compatti e addossano la copa a Fiorello Grassi, il più debole del gruppo e l’unico a non avere trascorsi penali. Durante l’interrogatorio Fiorello ha una crisi di nervi nonostante Lamberti lo tratti umanamente. L’investigatore ha, infatti, compreso che il ragazzo è stato scelto dagli altri come capro espiatorio. Riesce a farselo amico e comprende anche un altro dettaglio fondamentale per le indagini: Fiorello è omosessuale quindi è praticamente impossibile che abbia organizzato e preso parte allo stupro. Fiorello, nonostante le angherie subite, non vuole tradire i suoi compagni e non confessa al poliziotto chi sia il responsabile. Lamberti

L'interrogatorio di Fiorello Grassi

L’interrogatorio di Fiorello Grassi

lo rimanda in cella.
Il poliziotto indaga sulle vite dei giovani e scopre che sono coinvolti in un giro di contrabbando con la Svizzera e che tutti intrattenevano relazioni, a volte anche per soldi, con donne pù grandi. Fiorello ha una nuova crisi e chiede di parlare con Lamberti. Il giovane è in evidente stato di schock e confessa al poliziotto un particolare molto importante. Sembra che Lamberti abbia trovato un chiavistello per scardinare il mistero, ma dovranno accadere ancora molte cose impreviste prima che riesca effettivamente a fare pienamente luce sul mistero.
Il film è diretto con grande maestria e talento visivo. Le inquadrature sono sempre interessanti e particolari. La camera molto mobile, ma non nervosa, segue e sottolinea il trambusto interiore dei protagonisti. Magnifica e disturbante la scena del “massacro“. Lo stupro e omicidio dell’insegnante sono rappresentati con estremo verismo e brutalità. La sequenza è accompagnata da una musica disturbante e cacofonica che aumenta il senso di spaesamento dello spettarore. Ogni dettaglio è teso a comunicare la sofferenza della vittima, senza alcun ammiccamento all’estetica della violenza o al voyeurismo erotico nella rappresentazione del nudo e degli atti sessuali. Per l’epoca la scena è sicuramente molto ardita.

Il "massacro"

Il “massacro”

Le psicologie dei personaggi sono tratteggiate con dovizia di particolari e, come già detto in precedenza, il filo dell’indagine si dipana tutto a livello psicologico.
Pier Paolo Capponi è un ottimo Duca Lamberti, ne restituisce il travaglio interiore e la complessità, nonostante il Lambreti cinematografico sia molto diverso da quello letterario. Un dettagli su tutti: nel film l’investigatore è un regolare poliziotto, mentre nei romanzi è un medico cacciato dall’albo che, dopo aver scontato un periodo detentivo, viene utilizzato dalla polizia come consulente grazie all’amicizia di Lamberti con un alo funzionario della Questura meneghina. Susan Scott interpreta l’assistente sociale che segue i ragazzi e lo fa con bravura, nonostante non eccella.
Il film è una validissimo ritratto dell’inferno metropolitano e del disagio giovanile. Consigliatissimo!

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16 thoughts on “I RAGAZZI DEL MASSACRO

  1. ysingrinus ha detto:

    Non ho visto e devo vederlo!

  2. cristinadellamore ha detto:

    Miracolosamente il film vale il libro

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      E’ vero, è uno dei rari casi. La versione cinematografica non ha perso nulla del fascino di quella cartacea. Il sodalizio Di Leo-Scerbanenco ha prodotto altri grandissimi films, uno su tutti “Milano calibro 9”, anche se in quel caso la trama del film e quella del racconto hanno pochissimo in comune.

  3. domenicomortellaro ha detto:

    E Cazzo si! Si… dai! Grande classico scovato. Gran bella roba! Regia del Maestro Fernando, di cui consiglio la celebre intervista su Nocturno…

    Non è detto che l’autore sia un moralista!: https://www.youtube.com/watch?v=_VOfpktYm00

    Oh, mi raccomando, non si salti il grandissimo Scerbanenco!

  4. vikibaum ha detto:

    il libro di scerbanenco è molto coinvolgente, il film , almeno per me, un po’ meno, ma assolutamente da vedere. buon lunedì

  5. benez256 ha detto:

    Mi piace molto lo stile di Di Leo. Il primo suo film che ho visto è stago Avere Vent’Anni che straconsiglio e mi è piaciuto tantissimo…

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