LA TRILOGIA DELLA MORTE – QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO

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13 marzo 2016 di cinemadegenere2014

LA TRILOGIA DELLA MORTE – QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO

IT – 1981

Regia: Lucio Fulci

Interpreti principali: Katherine MacColl, Paolo Malco, Ania Pieroni, Dagmar Lassander

Siamo arrivati al terzo capitolo della fulciana “Trilogia della Morte”: quello di cui vi parlerò in questo post è sicuramente il film più equilibrato dei tre e anche quello strutturato in modo più classico.QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO

In “Quella Villa Accanto al Cimitero”, infatti, la trama assume nuovamente un ruolo importante nella costruzione del film e, soprattutto, la vicenda si sviluppa seguendo una narrazione lineare che rinuncia agli iperbolici salti logici visti nei due precedenti capitoli.

La famiglia Boyle al completo

La famiglia Boyle al completo

La famiglia Boyle, composta da Lucy, Norman e il piccolo Bob, deve trasferirsi da New York a Boston per lavoro. Norman, un discreto Paolo Malco, deve proseguire le ricerche del dottor Petersen che è scomparso in circostanze misteriose e, oltre a proseguire il lavoro dello scomparso vuole cercare di capire che fine abbia fatto il collega. Poco prima di partire Bob dice a Lucy, una sempre efficace MacColl, di non voler andare nella casa nuova e motiva la propria decisione dicendo che una bambina che ha visto apparire in una vecchia fotografia appesa nella loro sala di New York, lo ha implorato di non recarsi nella nuova abitazione. Lucy liquida le affermazioni di

La bambina della fotografia

La bambina della fotografia

Bob come capricci infantili e non gli da peso. All’arrivo a Boston, però, la donna ha la prima sorpresa: la casa in cui dovrà andare ad abitare con la propria famiglia è identica a quella che è ritratta nella fotografia in cui il figlioletto sostiene di aver visto la bimba che lo ammoniva a non recarsi in quell’abitazione. La seconda sorpresa sgradevole sarà quella di scoprire che nella loro casa aveva abitato il dottor Freudstein (un nome che è tutto un programma) che aveva usato la propria casa per effettuare atroci esperimenti medici. Ma questo non è tutto: la famiglia scopre di essere andata ad abitare in quella che è stata l’ultima casa del dottor Petersen, probabile luogo della sua scomparsa. I vari elementi del puzzle cominciano a comporsi e i Boyle sono precipitati in una spirale di terrore che li condurrà verso scoperte agghiaccianti e alla necessità di difendere la propria vita a tutti i costi. Il finale del film è un crescendo di tensione che esplode in eccessi visivi realizzati con grande maestria dal regista.

la misteriosa amica di Bob

la misteriosa amica di Bob

Fulci conclude la sua ideale trilogia con un film molto inconsueto rispetto a quanto ha fatto vedere nei precedenti capitoli. La vicenda di questa pellicola prende spunto da un topos molto usato dalla cinematografia di genere: la famiglia che si trasferisce in una casa che è stata teatro di indicibili efferatezze. Anche la regia è più controllata, la violenza è presente, ma, al contrario delle altre pellicole, non è un accompagnamento costante del film, ma si concentra in pochi episodi nei quali esplode con ferocia inaudita.

Una delle vittime

Una delle vittime

Sembra quasi che il regista in questo ultimo capitolo della trilogia abbia voluto tirare le somme del proprio ragionamento sulla morte e sulla paura e abbia deciso di concludere il proprio viaggio immaginifico in un luogo reale. Le ambientazioni degli altri due film erano molto rarefatte: Dunwich era una città mitica che non si trovava sulle mappe, luogo a metà strada tra la realtà e la finzione, l’ “Hotel delle sette Porte”, punto di passaggio tra il nostro mondo e quello dei morti, faceva presumere che le vicende che ivi erano accadute fossero da considerarsi come espressione del mondo dei morti. La casa dei Boyle a Boston, invece, è un luogo fisico estremamente reale, collocato in una città altrettanto reale. In questa pellicola non sono i protagonisti umani ad essere risucchiati nel mondo dell’immaginifico e dell’irreale, bensì accade esattamente il contrario: il mondo dei morti e dell’immaginifico irrompe nel nostro mondo portando con sé una lunga scia di dolore e miseria. Proprio per questo motivo la violenza che si vede in questo film non è un mero orpello scenico, ma è un qualcosa di assolutamente doloroso. Le carni delle vittime sono straziate e il sangue e la morte non sono immaginifici, ma sono terribilmente reali, rappresentati con tutto il carico di sofferenza e disperazione che si portano dietro.
La regia è particolarmente ispirata e la tensione cresce di pari passo con lo sviluppo della trama e conduce lo spettatore ad un finale delirante, vera e propria “summa” delle idee trattate dall’autore nella propria trilogia.
Questo è sicuramente il capitolo più affascinante della “Trilogia della Morte”, consigliato agli amanti di Lucio Fulci e non.
Buona visione.

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22 thoughts on “LA TRILOGIA DELLA MORTE – QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO

  1. ysingrinus ha detto:

    Grandissimo epilogo per la sua trilogia. Imprenscindibile.

  2. chezliza ha detto:

    Madò Fulci mi terrorizzava con lo scricchiolio di una porta 😨
    quanto mi piaceva…

  3. benez256 ha detto:

    Rivisto due giorni fa…ce l’ho ancora bello fresco…😉

  4. The Butcher ha detto:

    Questo è uno di quei film che devo assolutamente recuperare.
    Ottimo articolo!

  5. vikibaum ha detto:

    guarda, a parte la solita famiglia che si trasferisce nella solita casa maledetta questo è uno dei migliori film dark horror di sempre. L’ho appena rivisto e me lo sono goduto, anche per la regia molto “in parte”. ciauuu

  6. domenicomortellaro ha detto:

    Ci siamo arrivati, finalmente… Dei tre il più interessante e summologico… Qui Fulci non le mandò a dire! Se lo poteva ancora permettere…

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