THE VISIT

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8 maggio 2016 di cinemadegenere2014

THE VISIT

USA – 2015

REGIA: M. Night Shyamalan

INTERPRETI: Olivia De Jonge, Ed Oxenbould, Kathryn Hahn, Deanna Dunagan, Peter MacRobbie

Dopo un paio di pellicole non all’altezza della propria classe il cineasta di origine indiana torna dietro la macchina da presa e ci regala un gioiello cinematografico. “The Visit” è un film semplice, girato senza un budget faraonico e che punta tutto sulla bravura del regista nel creare con niente atmosfere angoscianti e tesissime. Altro cardine della riuscita della pellicola è la bravura degli interpreti.

Becca dietro la macchina da presa

Becca dietro la macchina da presa

La quindicenne Becca e suo fratello Tyler sono eccitatissimi: sta per iniziare la loro prima vacanza da soli. Andranno in Pennsylvania a conoscere i nonni paterni, mentre la loro mamma, Loretta, andrà in crociera con il nuovo fidanzato. Questa doppia vacanza sembra un buon modo per tentare di superare il trauma causato dal fatto che il padre dei bambini ha lasciato moglie e figli per legarsi sentimentalmente ad un’altra donna. L’abbandono è ancora più doloroso per Loretta perchè per seguire l’uomo che amava e che poi l’ha abbandonata aveva tagliato ogni rapporto con i propri genitori che non avevano mai visto di buon occhio il suo innamorato. E’ per questo motivo che i due ragazzini, nonostante siano grandicelli, non hanno mai avuto occasione di conoscere i nonni materni. L’esperienza sarà tanto elettrizzante che Becca, appassionata di cinema, decide di portare la propria videocamera per filmare un documentario che immortali il fatidico momento.
Mamma e ragazzi si salutano alla stazione promettendo che si sarebbero tenuti in contatto tramite internet.
Il primo impatto coi nonni è fantastico: si tratta, infatti, di due simpatici vecchietti che

La nonna

La nonna

accolgono con calore e affetto i ragazzini. Nana, questo è il modo in cui Becca ribattezza la nonna, è anche un’ottima cuoca e ha preparato degli ottimi biscotti per i suoi nipoti. Quando cala la sera i nonni danno le regole della casa, una grande ed isolata fattoria, a Becca e Tyler, sono molto semplici e per nulla restrittive: i due non devono scendere in cantina perché nel locale è nata una strana muffa un po’ tossica e l’ora della ritirata è alle 21,30. I due ragazzi, educati e rispettosi, alle 21,30 si mettono a letto.
Becca però è attanagliata dalla fame. Forse per colpa delle emozioni, forse perchè i biscotti di Nana sono davvero buonissimi, la ragazzina crede di non poter prendere sonno fino a quando non ne avrà mangiato almeno ancora uno. In punta di piedi decide di scendere dabasso senza svegliare i nonni. Raggiunge le scale quando sente degli strani rumori, come dei gorgoglii. Si ferma alla sommità delle scale e vede la figura della nonna che cammina in camicia da notte e vomita copiosamente. La ragazzina si spaventa e torna a chiudersi in camera. Il mattino seguente la giovane chiede spiegazioni al nonno, chiamato affetuosamente Pop Pop, che le risponde che la donna ha preso un

Tyler a casa dei nonni

Tyler a casa dei nonni

po’ di influenza intestinale.
Le stranezze però non finiscono: Quella stessa mattina Tyler vede il nonno entrare con aria strana in un capanno poco distante dalla casa principale. Lo chiama per salutarla ma l’anziano, anche se ha visto perfettamente il ragazzino, non lo saluta e fa finta di non averlo visto. Poco dopo i due fratelli trovano il passaggio che porta ai pali di sostegno della casa e ricordano che la loro madre gli aveva detto di aver giocato innumerevoli volte tra quelle palizzate. In memoria di ciò i due decidono di giocare a nascondino in quel polveroso labirinto. I due ben presto si perdono di vista, ma si accorgono che c’è un terzo individuo sotto la casa, che li insegue con grande velocità ed emettendo strani grugniti. I fratelli si fanno prendere dal panico e di precipitano all’aperto, una volta usciti entrambi capiscono chi fosse il misterioso inseguitore: dalla palizzata esce la loro nonna, che emettendo una risatina stridula li avvisa del fatto che il pranzo sarà pronto entro poco tempo. I due si guardano sorpresi e il loro stupore aumenta ancora di più quando la nonna si gira per andarsene mostrando la gonna strappata e il fondoschiena in vista. La tensione comincia a salire,

I nonni guardano senza motivo dentro un pozzo

I nonni guardano senza motivo dentro un pozzo

Becca intervista la nonna per il documentario, ma, quando le chiede di raccontarle il momento in cui Loretta ha abbandonato la casa, la nonna comincia a tremare e gridare e si rifiuta di proseguire. Pop Pop giustifica il comportamento della moglie dicendo loro che ha un disturbo chiamato “Sindrome del crepuscolo”, che la confonde e la fa comportare in maniera strana durante la notte. Anche Pop Pop da segni di stranezza, durante una gita in città aggredisce un passante senza motivo accusandolo di seguirli. I ragazzi cominciano a preoccuparsi, ma, d’accordo con la madre che sentono regolarmente via Skype, decidono che le stranezze dei due anziani sono da imputarsi unicamente all’età. I tre però hanno sottovalutato un dettaglio… la mattina successiva al giorno in cui Nana aveva scoperto cosa fosse e come funzionasse una web-cam, l’anziana confessa alla

Loretta dialoga a distanza con i figli

Loretta dialoga a distanza con i figli

nipote di aver sporcato e reso inservibile quella presente sul computer dei nipoti.
Come detto all’inizio questo è un film in perfetto stile Shyamalan: la tensione arriva all’improvviso, fatta di rumori e inquadrature che fanno sobbalzare sulla sedia. Non c’è bisogno di sangue a ettolitri o di effetti speciali computerizzati: basta la bravura del regista, che in ogni momento sa dove mettere la macchina da presa e cosa far fare agli attori. Molto azzeccata la scelta di narrare la storia utilizzando il “girato” di Becca e Tyler. In ogni moneto lo spettatore si sente attivamente coinvolto nella vicenda e vede e prova ciò che in quel momento sta vedendo e provando uno dei due protagonisti. Il regista dimostra il suo grande talento facendo apparire casuali quelli che invece sono movimenti di macchina studiati millimetricamente e tutti volti ad aumentare la tensione e la presa sullo spettatore.
Gli attori, a partire dei due ragazzi, sono tutti straordinari. Ed Oxenbould ha una faccia di gomma veramente irresistibile e dona al personaggio di Tyler il giusto piglio comico. Deanna Dunagan è semplicemente perfetta nel ruolo della nonna. Alterna con maestria un’esspressione rassicurante svagata a volti distorti e inquitanti, senza mai, però, andare oltre le righe. L’unica attrice che non mi ha convinto, ma, che per fortuna si vede poco, è Kathryn Hahn: La sua recitazione è troppo pesante, calca troppo le espressioni diventando quasi fastidiosa e perdendo completamente la naturalezza così necessaria in un film che è narrato come fosse un filmino domestico.
“The Visit” E’ un film riuscito sotto ogni aspetto e spero che potrà segnare la rinascita di quello che è uno dei più grandi interpreti del genere thriller dell’ultimo quindicennio.
Consigliatissimo!

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28 thoughts on “THE VISIT

  1. chezliza ha detto:

    l’unico di Shyalaman che nn ho visto lo recuperero’ presto….e’ come un novello Grimm x me 😊

  2. sonofsorat ha detto:

    Questo è film mi ha spaventato, questo film è veramente bello, forse un capolavoro fra qualche anno, un film con il quale i futuri registi dovranno confrontarsi.

  3. ysingrinus ha detto:

    Visto al cinema, alcuni idee sono interessanti ma lo sviluppo centrale l’avevo subodorato.

  4. vikibaum ha detto:

    ti gela…l’ho già visto tre volte e ogni volta un particolare aumenta la tensione. sì consigliatissimo, ciaoooo

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      Consigliatissimissimo! La scena in cui la nonna passa attraverso il vano delle scale vomitando mi ha gelato. Mi piace Shayamalan perché sa creare tensione con pochi elementi. Secondo me è bravissimo… anzi, BRAVERRIMO!

  5. alessialia ha detto:

    questo è un tipo di film che mi piace molto…. che ansia pero eh!

  6. rapideyesmovement ha detto:

    Guarda, di tutti coloro che avevo sentito, a nessuno era piaciuto, mentre io l’avevo trovato notevole……cominciavo a credere che non ci fosse più nessuno che capisse di cinema, e invece non tutto è perduto……grande

  7. The Butcher ha detto:

    È un buon film. Rispetto ai suoi precedenti lavori Shayamalan ha dato un’ottima prova di sé. Forse poteva dare di più in certi punti, soprattutto nella parte centrale, ma per il resto me lo sono goduto.

  8. priscillapiazza ha detto:

    Concordo con te! Anche io ho consigliato The Visit come film del 2016 da riguardare quest’estate, nel nostro servizio di ClassLife 🙂

  9. redbavon ha detto:

    The Visit…Andrò a “visitarlo”. Amo quelle atmosfere che il regista riesce a creare – non sempre, ma tanto ho imparato a non affezionarmi ai registi – e lo fa, come hai ben scritto, sapendo dove mettere la macchina.
    Gli orientali, giapponesi e coreani almeno quelli che riesco a procurarmi, hanno un modo di provocare la tensione ancora genuino: il buh! Alle spalle di mio fratello minore nascosto dietro la porta semi-chiusa. Funziona alla grande!
    E grazie a The Visit, tornerò a visitarti!
    Ogni tanto nella mia webbettola scrivo di cinema, nel menu Juke-Box, se ti va, mi piacerebbe scambiare qualche opinione e sensazione. Serviti pure, offre sempre…La Casa.

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