IL MULINO DELLE DONNE DI PIETRA

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17 agosto 2016 di cinemadegenere2014

IL MULINO DELLE DONNE DI PIETRA

ITA/FR 1960

Regia: Giorgio Ferroni

Interpreti principali: Pierre Brice, Scilla Gabel, Dany Carrel, Liana Orfei, Herbert Bohme

il mulino delle donne di pietra 1

Nella sua lunga e prolifica carriera Giorgio Ferroni ha spaziato attraverso tutti i generi cinematografici. Ha infatti diretto sia pellicole western sia peplum sia due magnifici film horror. Il primo, del 1960, è l’elegantissima pellicola di cui mi sto accingendo a parlarvi, mentre l’altra è “La notte dei diavoli”, di cui trovate la scheda nella sezione Horror italiano.

Il mulino delle donne di pietra” è uno dei migliori horror peninsulari mai girati. La regia di Ferroni è particolarmente ispirata e, con l’ausilio di un magnifico TECHNICOLOR, regala immagini estremamente vivide ed eleganti. L’accurata regia sottolinea con i giusti toni una vicenda morbosa ed inquietante. La storia non è tra le più originali e può essere ascritta al filone del “mad doctor” che tramite prodigi scientifici allunga la vita di una persona amata a scapito di quella delle ignare vittime. La sceneggiatura e la regia, però, riescono ad imprimere tocchi di originalità ad un canovaccio molto usato nell’epoca in cui fu realizzata la pellicola. Molto affascinante ed efficace il carillon di statue che funge da perno alla vicenda.

Il canale presso cui si svolge la vicenda

Il canale presso cui si svolge la vicenda

Ora veniamo alla trama: Lo studente Hans Von Harnim ( Pierre Brice) raggiunge il mulino a vento presso cui abita il famoso scultore Gregorius Wahl (Herbert Bohme) al fine di scrivere una monografia circa lo strepitoso carillon di “donne di pietra” creato dal nonno dello scultore e di cui Gregorius è ora custode e curatore. Il giovane viene pregato dai domestici di attendere lo scultore. La curiosità lo spinge a fare un giro di perlustrazione e si imbatte in alcune inquietanti sculture e sente le urla di una voce femminile. Il giovano, turbato, non sa come comportarsi e la sua agitazione si accresce ancora di più quando è raggiunto dallo scultore, che sulle prime sembra infastidito dalla presenza dello scrittore, ma, superato lo stupore gli concede la possibilità di studiare l’opera scultorea e

Hans in compagnia dello scultore

Hans in compagnia dello scultore

consultare il suo materiale di archivio. Hans è fidanzato con Liselotte (Dany Carrel), una studentessa del corso di disegno che Gregorius Wahl tiene presso l’accademia di belle arti. La giovane risulta infastidita quando il suo fidanzato le pone domande circa la figlia di Wahl, Liselotte, infatti, crede che Helfi Wahl (Scilla Gabel) sia molto bella e teme che Hans possa invaghirsi di lei. Le paure di Liselotte si rivelano fondate: durante il secondo giorno di permanenza di Hans presso il mulino Helfi gli si presenta e lo inviata a tornare al mulino quella notte. Il giovane si reca all’appuntamento e viene sedotto dalla giovane. Hans, turbato dal proprio tradimento decide di troncare la relazione appena nata con Helfi, purtroppo questo sarà l’inizio di tutte le sue sciagure.

Helfi

Helfi

Come già detto la regia di Ferroni è impeccabile e sottolinea con eleganza e stile la vicenda. Magnifico il colore impastato e saturo. Le interpretazioni sono tutte convincenti. I personaggi sono ben delineate e gli attori non scivolano mai sul registro melodrammatico.

Film consigliatissimo!

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18 thoughts on “IL MULINO DELLE DONNE DI PIETRA

  1. vikibaum ha detto:

    Questo ce l’ho, è davvero una perla: lo rivedo spesso, ottima la regia e la scenografia…ciauuu

    • cinemadegenere2014 ha detto:

      Magnifico davvero. Grande atmosfera. Regia impeccabile. Peccato che Ferroni abbia diretto solamente due horror, aveva un grande talento in quel genere.

      • vikibaum ha detto:

        vedi, credi faccia parte di quelli che chiamo “dispersi”…e non solo nel cinema

      • cinemadegenere2014 ha detto:

        Ha lavorato moltissimo, ha girato tanti “sandaloni” e western all’italiana, però ha girato solo due horror. Un disperso del nostro cinema è stato Antonio Bido, un regista eccezionale, forse uno dei migliori dei magnifici anni ’70 che, dopo aver girato due perle, non ha più avuto la possibilità di realizzare latri film, se non “Tornado Blu” all’inizio degli anni ’90. Ho avuto la fortuna e l’onore di poterlo intervistare, trovi il post nella sezione riflessioni.

      • vikibaum ha detto:

        grazie, hai un gran bel blog

      • cinemadegenere2014 ha detto:

        Grazie a te per i complimenti e per le visite.

  2. giomag59 ha detto:

    Scilla Gabel era bellissima! Questo film non l’ho visto, ero appena nato… e non mi è mai capitato di rivederlo

  3. domenicomortellaro ha detto:

    Gran bel lavoro!
    Bentrovat!

  4. domenicomortellaro ha detto:

    Mannaggia sono finito coi miei commenti nello spam!

  5. domenicomortellaro ha detto:

    Temo di essere ancora in spam!

  6. domenicomortellaro ha detto:

    Sì, però… ora torna prest!

  7. domenicomortellaro ha detto:

    Tranquillo, come vedi so aspettare!

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