IL COMMISSARIO PELISSIER

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23 ottobre 2016 di cinemadegenere2014

IL COMMISSARIO PELISSIER

FR – 1971

REGIA: Claude Sautet

Interpreti principali: Romy Schneider, Michel Piccoli, Bernard Fresson, Georges Wilson, Francois Perrier.

la locandina del film

la locandina del film

Un commissario, una malandrino, una donna affascinante e una rapina in banca finita a “vaffanculo”. Fino a qui nulla di nuovo. Se “Il Commisario Pelissier” fosse solamente questo non sarebbe altro che una sbiadita fotocopia di un milione di altri “polar”. Il film di cui vi parlo oggi, però, non è tutto lì; quello è solamente il sottotesto sul quale si sviluppa una vicenda umana estremamente interessante.
Ma analizziamo i vari elementi del film con ordine e attenzione:
Il commissario Max Pelissier (Michel Piccoli) non è un poliziotto come gli altri. Non è né un duro né un investigatore tutto cervello e buone maniere. E’ un ex giudice, molto ricco di famiglia, che ha deciso di abbandonare la magistratura per entrare in polizia dopo aver dovuto assolvere un criminale, sicuramente colpevole, per mancanza di prove. Da quel momento Max decide di abbandonare la toga e gettarsi sulla strada con l’unico obbiettivo di cogliere i criminali sul fatto. Il film si apre con un fallimento di Pelissier. Nonostante una minuziosa preparazione una sua operazione fallisce. La soffiata ricevuta da un informatore si rivela fasulla e la trappola tesa dal commissario va a vuoto e i

Michel Piccoli interpreta Max Pelissier

Michel Piccoli interpreta Max Pelissier

criminali cui stava dando la caccia invece di assaltare la banca presso cui Max aveva stretto la propria morsa, ne svaligiano un’altra, completamente indisturbati. Il poliziotto non digerisce la cosa e decide di andare a fare due chiacchiere con l’informatore, un garagista con le mani in pasta in un giro di auto poco pulito. Max e il suo assistente mettono l’informatore alle strette e lo convincono rivela loro di aver “acquistato” alcune auto da un tizio che sta bighellonando proprio in quel momento nella sua officina. Quando Max vede quell’individuo decide di allontanarsi dal garage e di seguirlo.
Ora introduciamo il secondo personaggio (Bernard Fresson) del dramma: il

Abel Maresco

Abel Maresco

malandrino”. Uscito dal garage il “venditore di auto” passeggia per le strade di Parigi. Arrivato all’altezza di una mappa del sistema della metropolitana si ferma. Max gli si si avvicina e gli chiede un fiammifero. Il malandrino risponde affermativamente e, dopo aver studiato per qualche secondo il suo interlocutore lo saluta calorosamente, chiamandolo per nome. Scopriamo quindi che l’individuo si chiama Abel Maresco e che ha conosciuto Max diciassette anni prima, quando entrambi abitavano ancora a Lione. I due conoscenti decidono di festeggiare il proprio incontro bevendo un aperitivo. Durante la libagione Max fa parlare Abel e scopre che, dopo aver passato un periodo nella Legione Straniera, fa parte di una banda di ladri di materiale metallico con base a Nanterre. Max non rivela la propria professione e nella sua mente gli ingranaggi si sono già messi in movimento. Rientrato in ufficio il commissario si mette in contatto con il proprio omologo di Nanterre per avere informazioni sul gruppo di Abel. Il collega gli conferma quanto detto dall’ex legionario e aggiunge, però, che oltre al furto di materiali metallici il gruppuscolo criminale ha anche un piccolo giro di prostituzione e una delle ragazze, Lily “la tedesca” è la compagna di Abel.

Lily

Lily

Lily, una efficacissima Romy Schneider, è il fulcro della vicenda. Max ha concepito il piano di spingere il gruppo di Abel a compiere una rapina. In questo modo lui conoscerebbe tutti i dettagli in anticipo e coglierli sul fatto sarebbe un gioco da ragazzi. Per ordire la sua trama il commissario decide di usare Lily. La abborda e le fa credere di essere un ricco banchiere. Le da molti soldi e, con astuzia e abilità, infarcisce i propri discorsi con insignificanti dettagli sulla filiale che dice di gestire. Quei piccoli dettagli, pur essendo irrilevanti, centrano il bersaglio e cominciano a fare breccia nella mente della donna. Tra i due si instaura un rapporto particolare. Durante i propri incontri, infatti, Max non chiede mai di avere rapporti sessuali, ma unicamente di parlare e giocare a carte. Ben presto il legame tra i due diventa molto profondo.
Del quarto elemento del dramma non posso anticiparvi molto, altrimenti vi rovinerei il piacere di guardare questo magn

Max e Lily

Max e Lily

ifico film. Vi dico solamente che, come il resto della pellicola, anche la rapina è molto diversa dagli stereotipi del genere.
Non vi tedio con altri dettagli o considerazioni filosofiche, vi consiglio solamente di vedere questo film, poiché è sicuramente una pellicola interessantissima che regala buoni spunti di riflessione.
Buona visione!

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6 thoughts on “IL COMMISSARIO PELISSIER

  1. cristinadellamore ha detto:

    Lo vedrò, adoro Romy Schneider. Hovisto di recente i Senza Nome, che pire mi è piaciuto moltissimo

  2. vikibaum ha detto:

    piccoli e la schneider: grande accoppiata e gran bel film, buona lunedì

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